Romuald e Juliette

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Romuald e Juliette

RegiaColine Serreau 

Recensione di Zina Borgini

 

L'ingenua e ironica filosofia di Romuald e Juliette vuole essere una critica a una tra le più attuali mitologie: quella del potere e del successo manageriale.

Può un neocapitalista francese, Romuald,  innamorarsi di una donna nera di nome Juliette, sui 90 chili, adetta alle pulizie del suo ufficio?

Queste due persone sembrerebbero fatte per non incontrarsi mai, lui comanda a dismisura nella sua ditta di latticini e nella  sua piccola famiglia dall'apparenza serena, lei fa battaglie tutti i giorni per racimolare i soldi necessari a  campare con i cinque figli,  avuti da cinque uomini diversi, in una piccola casa alla periferia di Parigi.

La sorte, a volte,  dispensa fortune e disgrazie ad occhi chiusi , infatti è proprio alla furbissima  Juliette che farà  scoprire una congiura contro il povero Romuald , ordita dai suoi collaboratori, per destituirlo dal suo ruolo.

Lei, seguendo indizi e raccogliendo prove, riuscirà a salvare il suo datore di lavoro dal fallimento .

Una volta messo al sicuro  il suo impero,  il “capo” sembra però dimenticarsi di colei che l'ha aiutato e Juliette si ritrova sola nella sua pesante quotidinità, in più  aggravata dall'arresto del figlio maggiore, incarcerato  per spaccio di droga.

E anche se,  da questo punto del racconto,  la regista pesca un  po' troppo nelle secche dell'improbabile per continuare la sua storia, il film regge per la sua ironia.

Se il titolo poi vuole essere un riferimento alla vicenda  dei più famosi Romeo e Giulietta, oltre i nomi,  ci sono le analogie giuste per farne il paragone poiché Romuald e Juliette finiranno per innamorarsi l'uno dell'altra ma,   a differenza di Shakespeare, Coline Serreau fa finire bene la sua storia.

Riesce persino a sfatare il  proverbio vecchio quanto il mondo: i soldi non danno la felicità; infatti  i protagonisti, una volta riusciti a trovarsi come compagni giusti per la vita, si accorgono  che nemmeno la povertà dà la felicità. Allora meglio lasciare un minuscolo appartamento per stabilirsi in una bella villa di campagna dove vivere felici e contenti.