Falena d'Argento (La)

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Regia di Dorothy Arzner

Recensione di Laura Modini

 

Il film ci parla di una giovane donna, appassionata del volo, autonoma, indipendente, colta, bellissima.
Una vita spesa a dimostrare la capacità di eguagliare e superare anche gli uomini, una vita dove non c’è posto per altri desideri. Questo il ritratto sommario della protagonista interpretata da una giovane Katharyne Hepburn agli inizi della carriera cinematografica.
Ma è anche il riferimento a due donne aviatrici famose: l’americana Amelia Earhart (morta in volo nel 1937) e l’inglese Amy Johnson (prima a fare il giro del mondo) che negli anni trenta ebbero la possibilità di soddisfare il grande desiderio di volare.
Nel film,, la protagonista, Cynthia Darrington, campionessa mondiale di volo, battendo un record di velocità e durata, trova uno spazio riconosciuto nel mondo maschile dell’aviazione. Ma scopre improvvisamente con curiosità che potrebbe anche interessarsi di altre cose oltre il volare da sola. Nasce così la disponibilità ad innamorarsi di un uomo, che non a caso, è purtroppo già sposato. In una escalation di sentimenti, incinta,
non vedendo un possibile futuro, non trova altra soluzione che morire nel conquistare un nuovo record mondiale ancora imbattuto.
La protagonista rientra nel cuore di una contraddizione molto sentita dalla Arzner: il conflitto tra il desiderio e la sua possibilità di realizzarsi. E’ riuscita così ad offrirci film dove la descrizione di questo conflitto ha fatto conoscere la grande forza di volontà delle donne d’agire sul proprio destino.
Il finale tragico, usatissimo dalla Arzner nei suoi film, serve per unificare i contrari che non trovano una soluzione conforme alla società esistente.
Questo ruolo, offrirà alla Hepburn l’immagine di una donna volitiva e moderna, immagine che conserverà in tutti i grandi ruoli ricoperti nella sua carriera.