Carlo Giuliani, ragazzo

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di Francesca Comencini

Recensione di Zina Borgini

 

Non dico di andare a vedere  questo film perché “ E’ BELLO”,  lo dico per ricordare.
Ricordarci che il potere e tutti gli organismi che lo difendono e lo sostengono ordinano ancora vittime anche nel nostro paese definito “democratico”.
Non sono riuscita a piangere, a battere le mani come hanno fatto molti. Dopo aver visto questo film rispettoso e  significativo, sono stata invasa da un senso di malessere profondo che passava oltre la bravura della regista, la grande forza della madre di Carlo,  le testimonianze degli amici, degli insegnanti e di chi lo ha conosciuto.
Ho ripercorso, in un’ora, tutti i passaggi che dal sessantotto hanno contribuito a formare quella che oggi sono, dagli entusiasmi  giovanili , alla consapevolezza che le manifestazioni di piazza lasciano  cadaveri sul selciato e che comunque sono sempre  state manipolate da chi è al potere. 
Ho subito un processo di identificazione con la madre della vittima: anch’io, come lei, ho un figlio che è andato a Genova, ma non mi sento fortunata perché lui ne è uscito incolume, sono rattristata e profondamente indignata per tutti quelli che hanno subito violenze gratuite. 
La madre di Carlo in un inciso del film, afferma  “E’ DIVERSA LA VIOLENZA DI CHI ATTACCA  DA QUELLA DI CHI SI DIFENDE” è vero! Ce lo ha ben dimostrato attraverso le testimonianze e le immagini la regista Francesca Comencini , ma è  proprio sul bisogno di fare violenza, da qualsiasi parte venga, che non voglio smettere di interrogarmi e questo film è un  ottimo pretesto per farlo.