Angela

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Regia e Sceneggiatura di Roberta Torre

Recensione di Zina Borgini

 

Lo sfondo è la Palermo di oggi, in primo piano il quartiere Ballarò e il suo mercato, le bancarelle di frutta, verdura e pesce , i vecchi palazzi fatiscenti, gli interni consunti e i suoi abitanti, non più gli ironici personaggi macchietta di TANO DA MORIRE della prima maniera , ma donne e uomini credibili, sapientemente resi reali. Angela è una donna ancora giovane che ha sposato Saro, con lui ha una figlia e condivide da anni il lavoro in un negozio di calzature. Questa attività, fa da copertura a un grande traffico internazionale di spaccio di droga e di affari loschi.
E’ una donna al servizio della mafia, che aiuta fattivamente il marito spacciando e consegnando la droga, consapevole del rischio che corre, a cui tuttavia non si sottrae, per poter mantenere una vita di lussi e di agi.
Angela non ha nulla a che vedere con la passata generazione delle mogli di mafiosi, tenute da parte, fuori dagli affari dei loro mariti, passive ed ignare. E’ una protagonista della mafia postmoderna, si sente sicura , ha fatto la scelta di vivere nella menzogna con determinazione.
La sua tristezza, il volto sempre scuro e serio, la fierezza e la forza, quasi la redimono dalla sua colpa, la rendono accettabile, forse giustificabile anche se il modo che ha scelto per riscattarsi dalla povertà atavica della sua famiglia è criminale.. Il suo agire nell’illegalità non basta per condannarla, c’è tutto un non detto di sofferenza passata che chiede comprensione.Il suo agire è al passo con la libertà conquistata di una donna che agisce il suo desiderio.
Un certo giorno si affianca al traffico illecito, Masino, un giovane mafioso che diventa in poco tempo collaboratore del marito di Angela. La routine delle consegne e una stanchezza incalzante stanno attraversando la vita della giovane donna , ma l’arrivo di Masino e il corteggiamento che da subito le offre, la incuriosiscono. Dopo una inutile e vana resistenza a lasciarsi andare, cede alle sue richieste. Angela s’innamora senza limiti di lui, incurante della possibilità che Saro la scopra.
Si incontra spesso con Masino, e anche se nutre per il marito un sentimento sincero di riconoscenza e gratitudine, non riesce a sottrarsi alla fascinazione di un nuovo amore.
Il pudore è protagonista nelle scene di sesso; quel pudore pieno di passione, tipico delle donne meridionali, è reso benissimo dagli sguardi profondi, dalle inquadrature (non di posa) dai corpi nudi, dai lunghi silenzi.
Il silenzio è un altro vero protagonista di questo film, quello irriducibile di Angela, quando viene interrogata dalla polizia che ha scoperto il traffico, il silenzio che terrà in prigione Saro. Il silenzio in cui cadrà questa storia d’amore.