Look Both Ways - (Amori E Disastri)

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Un film scritto e diretto da Sarah Watt
Australia 2005 – Durata 100’

Recensione di Silvana Ferrari

Siamo circondati dalla morte. Le tragedie ci colpiscono quotidianamente. Di fronte alla morte e al dolore siamo soli, in preda al terrore, come bambini  chiusi in una stanza buia.

Chi recentemente ha sofferto un lutto, la perdita di una persona cara, può essere preso da sensazioni  di  pericolo incombente, da angosce di morte, da ansie anche nelle normali attività quotidiane.

Di morte e di paura è piena la mente di Meryl, una delle protagoniste del film, sul treno di ritorno dal funerale del padre, deceduto d’infarto mentre  chiacchierava tranquillamente con la moglie.

Proprio l’imprevisto, la casualità tragica improvvisa, simile a quelle che agitano la sua mente, le  si materializza davanti, appena scesa dal treno: un uomo,  rincorrendo  il suo cane, finisce travolto mentre attraversa i binari.

Le stesse paure insieme ad un’annichilita sorpresa colpiscono Nick, altro protagonista del film, alla notizia di avere un tumore già ad uno stadio avanzato e le cui cure presentano un esito incerto.

Così  la tragedia si abbatte improvvisamente, sconvolgendone la vita, sulla moglie dell’uomo travolto dal treno. Il suo dolore e la sua angoscia sono ben colte dall’immagine che Nick, fotografo di un quotidiano locale,  le scatta nel momento in cui lei diventa consapevole dell’accaduto. La sua foto finisce sulla prima pagina del giornale locale. Prime pagine di giornali e  di notiziari televisivi che quotidianamente ci informano di tragedie e di morte.

Quelle raccontate sono le scene introduttive del film di Sarah Watt che mette insieme le storie di alcuni personaggi  le cui esistenze si incrociano in  momenti particolarmente dolorosi e difficili delle loro vite.

Meryl dipinge trasferendo sulle tele le sue paure e i suoi terrori: bambini travolti da onde altissime, bambini circondati da pesci dalle fauci enormi, bambini soli in preda alle loro paure.

L’imprevedibilità dell’esistenza ci trova impreparati, incapaci di affrontarne le  conseguenze – così vuole dirci la regista: siamo  in balia dei marosi, pronti ad esserne  travolti.

Ma dal dolore  come dalla morte non si può fuggire,  avverte saggiamente la madre di Nick: bisogna che ognuno la affronti con le proprie modalità.

Come del resto non si può sempre scappare di fronte alle relazioni e agli impegni che esse comportano, come tenderebbe fare Andy, reporter dello stesso giornale in cui lavora Nick, quando Anna, con cui ha una storia, gli rivela di essere  incinta.

E come tenterebbe di fare lo stesso Nick di fronte alla nascente relazione con Meryl.

Perché suggerisce la regista questi incontri, queste nuove  relazioni potrebbero essere fecondi di cose positive per Andy e Anna come per  Nick e Meryl. E come  per il macchinista del treno distrutto dal senso di colpa.

Solo guardando ‘entrambi i lati’ della vita, come dice il titolo originale in inglese del film, si può pensare di vivere una  nuova relazione d’amore, anche se si è malati di cancro;  si può prendere le responsabilità della nascita di una nuova vita, anche se il matrimonio precedente è finito male; ci si può assumere il dolore per aver provocato, anche se inconsapevolmente, la morte di un uomo, andando a trovare la vedova e chiedendole il suo perdono. E lei in quel gesto può trovare la pace dopo la rabbia e la sofferenza.

Fare un film su questi temi non è facile e  certamente non di grande richiamo, soprattutto  se si vogliono evitare i toni melodrammatici e la rappresentazione di figure eroiche

Sarah Watt riesce a parlare delle nostre paure di  fronte al dolore, alla  malattia e alla morte con toni gentili e pacati, con compassione verso le nostre umane vicende, rendendo credibili le sue storie grazie all’interpretazione di attori  non famosi,  volti comuni di persone come noi o che sono vicine a noi.

La regista, al suo esordio nel lungometraggio, è autrice di corti di animazione di cui abbiamo avuto un bel saggio nei disegni inseriti nel film.

Look Both Ways è del 2005, ha ottenuto premi in vari festival, fra cui il Toronto Film Festival, e solo ora appare nelle nostre sale.