Tutto parla di te

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Alina Marazzi è una delle registe che ha saputo far rivivere emozionalmente la memoria del suo e del nostro passato con due lavori indimenticabili del cinema contemporaneo – Un’ora sola ti vorrei e Vogliamo anche le rose. Nel suo nuovo film, Tutto parla di te, ancora un viaggio,  una ricerca  tra storia personale e indagine collettiva, un passato che riemerge, alleggerito e vissuto nel presente.

La  storia di Pauline,  tornata a Torino dopo anni di assenza, interseca  la storia di Emma giovane madre che vive con difficoltà la sua attuale condizione, tra rimpianti per una promettente carriera di ballerina, che sente improvvisamente interrotta, e sensi di colpa e  di inadeguatezza di fronte all’essere madre.

Il loro mettersi in relazione crea le dinamiche, le complicità in grado di produrre il cambiamento: in un gioco di rispecchiamento ciascuna permette all’altra di rivivere la propria esperienza – che per Pauline è un drammatico rapporto con la madre -, di comprenderla e di accettarla.  Al tema centrale della maternità, cui fa riferimento un simbolico potente, discende e si sovrappone con altrettanta presenza appassionata un rapporto anch’esso generante: l’essere figlia.

Le interviste alle neo-madri che irrompono nel film sono il controcanto alla parte di fiction e sostengono il filo del racconto: far emergere il lato oscuro, i sentimenti nascosti, le paure e inadeguatezze legate all’essere  madre che molte donne vivono anche in forme inconfessate; sentimenti ambivalenti, conflittuali  spesso rimossi, su cui l’attenzione generale si  rivolge solo nei casi estremi.

L’accurata e determinante opera di montaggio, in collaborazione con Ilaria Fraioli, vede l’inserimento, oltre del recitato e delle video-interviste, di filmati di repertorio, testimonianze televisive, foto d’arte – Simona Ghizzoni – e momenti di animazione – Beatrice Pucci.  Il risultato è una ben riuscita mescolanza di generi e linguaggi a dimostrazione della maturata esperienza e capacità creative di Alina Marazzi, il cui impegno sul tema non si conclude con il film, proseguendo con un sito e un progetto in rete, a più percorsi di navigazione e di narrazione.