Sciampiste e Co - Venus Beaute

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Sceneggiatura e Regia di Tonie Marshall

Recensione di Laura Modini

Tonie Marshall, stupenda quarantenne, figlia d'arte (il regista 
William Marshall e l'attrice Micheline Presle, presente anche nel 
film) con vent'anni di esperienza come attrice, quasi un decennio come 
regista, fa centro proprio con un film realizzato a basso budget, 
visto che nessuno lo voleva finanziare.
"Venus BeautÈ" (tradotto in italiano in maniera orribile e senza alcun 
riferimento al film con "Sciampiste e Co") nel 1999 ottiene il Premio 
Romy Schneider poi il premio Jean Gabin. Nel 2000 i Cesar quale 
miglior film, migliore regia (a Tonie Marshall) miglior sceneggiatura 
(sempre a Tonie Marshall), miglior attrice (a Nathalie Baye), miglior 
attrice non protagonista ( Bulle Ogier) ma anche alle attrici Mathilde 
Seigner e Audrey Tatou. Premi ufficiali questi suffragati da un grande 
successo di sla! La stessa regista ne Ë rimasta sorpresa, soprattutto 
ricordando la fatica per reperire fondi e produttori per il film che 
non trovava nessun sostenitore.
L'idea, dice ancora la regista, e' nata sulla protagonista, la 
bravissima Nathalie Baye (chi non la ricorda nel film "Liaison 
pornografique"?), che con la sua dolcezza e bellezza pacata, 
liberamente lascia che la macchina da presa cammini, scruti e mostri 
il suo volto, non sgombro di alcuni segni del tempo e chiaramente 
appartenente a una donna che ha vissuto. Ho trovato questo molto 
interessante, significativo, un segno dei tempi! Sulla protagonista e 
la sua difficolta' di vivere, di credere ancora nell'amore si muove 
fin dall'inizio tutta la storia, mettendo subito la protagonista di 
fronte alla eventualita' realissima e concreta di essere amata da un 
giovane e tenerissimo uomo, che si innamora di lei a prima vista e 
senza riserve.
Ancora, Tonie Marshall ricorda che il problema successivo era dove 
collocare la sua/nostra protagonista. L'idea le venne una sera 
d'inverno, in macchina, quando vide una ragazza con una camicia rosa 
uscira da una profumeria iluminata di bianco e rosa, soffusa di 
dolcissimi colori, lontana dai rumori e dallo stress cittadino. Un 
Istituto di Bellezza: luogo dove si incontrano frivolitý e 
impudicizia, poesia e intimita'. Un micrososmo segnato dal famminile.
Un istituto di bellezza in una strada parigina, atmosfera spesso di 
crepuscolo che segna la fine di una giornata di lavoro. Il tutto per 
permettere a Tonie Marshall di filmare la semplicita' dello scorrere 
del quotidiano che spesso tende ad avere i toni del fotoromanzo, 
rendendo cosi' reali anche momenti magici che riescono a dare una 
svolta diversa da quella prevista. Tante storie quante sono i 
personaggi, anche se fuggevoli tutti hanno una loro storia. Come le 
compagne di lavoro della nostra protagonista, altre due giovani 
estetiste, come la proprietaria (una attentissima venditrice 
dell'eterna illusione: la giovinezza) che ha la sua storia ma cosi' 
come le clienti e i clienti. Un microcosmo dove si cerca lenimento 
alle pene del cuore ma anche dell'anima e ovviamente del corpo che qui 
trova le cure, le dolcezze, le carezze per sanarlo, coccolarlo e 
renderlo se possibile pi˜ attraente, al fine di vincere l'eterna lotta 
contro il tempo.