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                                                                                  Regia di Ursula Meier

 

La relazione materna è caratterizzata da una sproporzione (di forze, di maturità, di potere, di tutto) che non conosce legge. Questa affermazione va presa alla lettera, non è solo un modo per dire che le madri fanno con i loro bambini quello che gli pare e piace, vuol dire, ben più, che non possono non fare quello che gli pare e piace.

(Luisa Muraro – Al mercato della felicità – pag. 97).

Una famiglia composta da madre, padre e tre figli vive in un villino isolato ai bordi di una autostrada abbandonata. Ma la tranquillità delle loro vite sarà compromessa dai nuovi lavori per riattivarla.

La regista dice “la reazione della mia protagonista è puramente fisica, senza intellettualismi: sono persone normali, fanno il bagno insieme, hanno un modo singolare di vestirsi. Dapprima, con il suo amore, la donna cerca, di essere più forte dell’attrazione che il mondo esterno può esercitare, poi scoppia la crisi, l’invivibilità della situazione prende il sopravvento malgrado la convinzione di poter resistere”.