Ragioni dell'aragosta (Le)

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Regia Sabina Guzzanti

Recensione di Laura Modini

 

Sabina Guzzanti, attrice e autrice di satira teatrale e televisiva, diventata molto popolare in Italia, da quasi vent’anni crea e mette in scena spettacoli che hanno l’obbiettivo dichiarato di ironizzare sulla società politica nostrana smascherandone difetti, bugie, vizi.
Con gli anni la sua ironia si è sempre più raffinata e politicizzata, arrivando a documentare i fatti che di volta in volta diventavano oggetto dei suoi attacchi comici. Rendendo pubblici fatti e misfatti che una stampa assoggettata al potere economico-politico ha rinunciato a rendere di dominio pubblico.
Con questo terzo lungometraggio, un documentario di finzione, o come oggi vengono definiti: un mockumentary, Sabina ci porta in Sardegna, in un piccolo paese della costa occidentale, Pu Pallusu, dove i pescatori hanno richiesto il suo intervento per rendere visibile il grande problema della mancata ripopolazione delle aragoste causata dalla pesca dissennata dei grandi pescherecci.
Si richiede il suo intervento con uno spettacolo da farsi in Sardegna.
Dopo una perplessità iniziale, Sabina, con la sua irruenza creativa si mette all’opera: chiama a raccolta tutti i suoi amici comici, la regista del cuore, i vari tecnici a lei vicini, tutti richiamati dopo quindi anni di lontananza e di attività le più disparate.
E il film ben documenta questo riavvicinamento e ricomposizione sia amicale che professionale trovandoci di fronte a sorpresa, disagio, incertezza, gioia, diffidenza, critica, e anche un po’ di amarcord. Il tutto tenuto insieme con grande maestria dalla volontà e desiderio di Sabina Guzzanti.
Fino alla fine: la serata dello spettacolo, che si rivelerà … come nel più perfetto mockumentary.
Ho trovato questo film, oltre che divertente (come non potrebbe esserlo?) avvincente e concreto, con quel punto di vista personale di cui tutti hanno paura ma che rivela una grande capacità di immaginare relazioni e mondi possibili.