Ora sola ti vorrei (Un')

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Regia Alina Marazzi

Recensione di Laura Modini

HOEPLI (la famiglia di cui si parla nel film). Un nome, per me, ricordo di numerose piacevoli ore trascorse nella stupenda libreria al centro di Milano, erano i primi anni settanta.
Per Alina Marazzi le sue origini e un suo grande dolore (la perdita della madre all’età di sette anni). E’ regista di documentari interessanti e intensi a partire dal 1991, e l’ultimo dei quali “Per sempre” fa luce sulla passione religiosa delle suore di clausura.
Io ho visto “Un’ora sola ti vorrei”, finissimo documentario di montaggio, tre volte e ogni volta ho provato lo stesso stupore ed emozione. Una storia privata (quella della madre, morta suicida nel 1972) che riesce a diventare comune. Una storia singola che riguarda molte donne.
Infatti in questa mia emozione riemerge il ricordo un’altra donna, Paola, mia vicina di casa. Erano i primi anni ’80. Lei, felice sposina venne ad abitare nel mio caseggiato, il marito, giovane, bello, ingegnere. Una visione da sogno.
Io ero impegnatissima: studio, lavoro, politica.
Alcuni anni dopo, la coppia si era arricchita di due figli, e io li seguivo di vista. Nel viso di Paola scorgevo una venatura di tristezza, un disagio che non mi colpì eccessivamente, ero troppo impegnata a fare la grande politica. Al terzo figlio la situazione si fece più grave tanto che, un giorno Paola bussò alla mia porta e sbalordita ascoltai le sue parole smozzicate, piene di disagio e sofferenza, il suo ripetere ossessivo “non mi sento all’altezza, non riesco ad essere una brava moglie e una buona madre.”
Io provai ad ascoltarla, ma mi trasmise un disagio così allarmante che come unica soluzione le proposi di andare dalla psicologa di un centro vicino casa.
L’ascoltai, ne sono certa, con attenzione, ma non con l’anima. Io ero altrove.
Passati tre mesi la famigliola si trasferì, Paola non venne a salutarmi e io dimenticai la faccenda.
Tre anni dopo, una vicina, tra i tanti pettegolezzi mi disse che Paola si era gettata dal balcone lasciando un marito in lacrime!
Ebbi una stretta al cuore e un rimorso che da allora non mi ha più abbandonato.
“Un’ora sola ti vorrei” me lo ha riportato alla coscienza.
Durante una proiezione, una donna non più giovane, con voce segnata dall’emozione ha affermato: “Io se non avessi incontrato il femminismo avrei fatto quella fine”. E io le credo perché così è stato per molte donne e anche per me, anche se non con quella gravità.
Paola mi ha reso più attenta all’ascolto delle altre e di me stessa. Forse anche da lì è iniziato il mio percorso personale e sociale alla ricerca del mio essere donna.