Lucrezia Marinelli

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Governante (La)

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Regia di Sandra Goldbacher

Recensione di Laura Modini

 

Biografia. Recita il dizionario: narrazione della vita di una persona, generalmente illustre.
Io amo le biografie, conoscere la vita di chi mi ha preceduta, nel lungo solco tracciato dal continuo passare di vite. Non solo illustri.
Questo film è una biografia scritta da Sandra Goldbacher che l’ha trasformata in film dando immagini e suoni alle parole.
La regista è pervenuta alla sceneggiatura (il canovaccio di ogni film) rielaborando un diario da lei scritto anni fa su Rosina Da Silva, giovane donna ebrea sefardita di Londra. E’ ovvio che tale personaggio non è che il suo alter ego se non nelle varie peripezie certo nella sostanza del carattere e dei desideri.
E’ un grande interesse di questi nostri tempi far emergere storie note e sconosciute di donne rendendosi conto nel contempo della scarsità di documenti ufficiali che ne attestino l’effettiva esistenza. Ovvio che mancando “le prove” di una vita la si nega ufficialmente. Nei fatti invece non fu così e non è così!
Come Anna Banti con la biografia della grande pittrice seicentesca “Artemisia”, Tracy Chevalier con “La donna con l’orecchino di perla”Marie Ferranti e “La principessa di Mantova”, così Sandra Goldbacher ha scritto il diario di una ipotetica donna di metà ottocento prendendo lo spunto anche da storie orali, non documentate: Infatti non ci è pervenuto dal passato alcuna documentazione ufficiale che confermi la vera esistenza di una certa Rosina Da Silva, ma certamente sono esistite donne che hanno fatto esperienze simili.
La regista con maestria e buon gusto esplora e ci racconta la vita di questa donna che vivendo una esperienza straordinaria (la nascita della fotografia) unitamente a quella dura della vita (la non appartenenza, l’amore e il rispetto di sé) riesce a conquistare la propria indipendenza.
All’origine del film fu il desiderio della regista di esplorare le due diverse influenze (quella ebrea e quella cattolica) sulla sua propria eredità culturale: suo padre è un ebreo italiano, la madre una irlandese (dell’Isola di Skye, dove è ambientato metà del film).

 

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