Lucrezia Marinelli

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In principio erano le mutande

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In principio erano le mutande

 Regia di Anna Negri

 Recensione di Laura Modini

 

 Titolo non certo edificante (addirittura una parafrasi biblica….”in principio era…”) per un romanzo, quello della Rossana Ocampo, italianissima ma stanziatasi a Parigi dove ormai vive, studia e lavora da un decennio; che ora è anche un film.

Opera prima nel lungometraggio di Anna Negri, giovane regista italiana (nata a Venezia nel 1964) che vive a Londra dopo aver studiato a Parigi (diploma in lingua francese alla Sorbona) e in Olanda (Accademia delle Belle Arti di Groningen). Al suo attivo porta numerosi cortometraggi realizzati per la maggior parte a Londra e che hanno girato in numerosi festival facendo incetta di numerosi premi (Festival di Angers, Locarno, Monaco). Piace in Anna Negri il suo tono ironico, leggero ma non banale, sempre positivo, nonostante l’amarezza e la fatica della vita raccontata sempre con mano attenta, affettuosa, complice.

Sempre affascinata dal problema dell’amore, anche questo film parla d’amore, del suo desiderio, della sua ricerca, importanza, del sogno che muove e della disperazione che induce.

E con l’amore l’amicizia, calda, solida, intrigante, tutta femminile delle nostre due eroine.

Il film inizia proprio con le due protagoniste bambine, parlando delle cose dei grandi, Imma, la vera protagonista di tutta la storia, levandosi le mutandine le lega ad un palloncino ed affida al vento e alle nuvole il suo (già grande) bisogno d’amore, quel bisogno così radicato e impudico che diventerà motore della sua vita futura di donna. Ambientato nei vicoli di Genova, una città che ha vinto, non certo senza sofferenza e travaglio, la sua lotta per diventare nel profondo piccola società multietnica. Non è un caso che l’amica del cuore (coprotagonista) non può fare a meno di innamorarsi di un uomo di colore diverso da quello bianco, offrendoci nel racconto dei suoi amori una carrellata di personaggi diversi dai nostri stereotipi (ovviamente proponendone altri) con gustose figure femminili che nonostante gli abiti diversi, le acconciature particolari, ci appaiono estremamente familiari.

E naturalmente il grande amore arriverà per entrambe le nostre eroine.

 

 

 

 

 

 

 

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