Lucrezia Marinelli

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Mamma Mia

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Regia Phyllida Lloyd

Recensione di Francesca Paciulli Lo Specchio/Sesto S.G. del 7 ottobre 2008

 

Se escludiamo lo straziante ballo di nozze insieme a Christopher Walken, al centro di una delle scene madri de Il Cacciatore di Michael Cimino, la danza è una delle poche discipline in cui non l’abbiamo vista cimentarsi sul grande schermo. Abbiamo apprezzato le sue discrete doti canore in Cartoline dall’inferno e, più di recente, in Radio America, film testamento di Robert Altman. Siamo rimasti incantati dalla naturalezza con la quale riesce a passare dal sorriso alle lacrime davanti alla macchina da presa. Ora la rivelazione: Meryl Streep, l’attrice con il maggior numero di candidature agli Oscar di tutti i tempi (due statuette vinte su quattordici candidature, contro le dodici di Katherine Hepburn), può anche ballare e cantare contemporaneamente, farci sorridere e commuovere allo stesso tempo. Merito del film Mamma Mia!, tratto dall’omonimo musical  di Catherine Johnson. Grande successo del West End Londinese prima e di Broadway poi. Nella pellicola diretta da Phyllida Lloyd e ispirata al titolo del singolo del 1975 della band svedese degli ABBA, Meryl è Donna Sheridan, madre single quarantenne alle prese con i preparativi di nozze della figlia ventenne Sophie (Amanda Seyfried, già star televisiva di Veronica Mars e Big Love). Profondamente legata alla madre, Sophie decide di regalarle una emozione imprevista e, tenendola all’oscuro di tutto, invita alle sue nozze i tre uomini che hanno fatto parte della vita della donna. Tra loro potrebbe celarsi anche il padre che non ha mai conosciuto e che sua madre non ha mai realmente dimenticato.
Colori caldi e avvolgenti, lo splendido panorama greco come sfondo, una girandola di coreografie deliziosamente kitsch per una piccola  stravaganza registica firmata dalla stessa regista della versione teatrale che ha già contagiato oltre 30 milioni di spettatori in tutto il mondo. Il risultato non sfiora minimamente l’originalità dei predecessori illustri (dal dirompente Moulin Rouge! Allo psicadelico Across the Universe,) ma le prove artistiche delle magnifiche ultracinquantenni Meryl Streep, Christine Baranski e Julie Walters sanno come risollevare lo spirito degli spettatori anche durante una grigia giornata d’autunno.
A fare il resto ci pensano le note essenziali e piene di vita degli ABBA, interpretate non dal gruppo svedese ma dagli stessi protagonisti del film. E quando Meryl Streep ci regala una vibrante e appassionata versione The Winner Takes it All non è difficile commuoversi. Ennesima nomination in arrivo.

 

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