Associazione Lucrezia Marinelli
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Fabiana SARGENTINI

 

Nata a Roma nel 1969.

Laureata in Lettere - Discipline dello Spettacolo, corso di Storia e Critica del Cinema - con una tesi sul connubio cinema e letteratura americana, Da Raymond Chandler a Robert Altman – l’approccio al cinema di Fabiana Sargentini avviene come assistente nella realizzazione di alcuni lungometraggi cinematografici (“Femminile singolare”, “In principio erano le mutande”). Contemporaneamente collabora in diverse mostre per la galleria del padre e intraprende la sua personale esperienza di regia sperimentando l’efficacia della dimensione narrativa breve, agile, sintetica e soprattutto visiva (Mani, 7min, 1994; Lo sgarro, 8min, 1996; Viso, 3min, 1997). Dal 1998 Fabiana mette in scena se stessa, come protagonista, in una trilogia che inizia con il Super8 Se perdo te, corto selezionato da Nanni Moretti per la terza edizione del Sacher Festival (7min.). L’anno dopo gira Il matrimonio può attendere (Super16 mm, gonfiato in 35mm, 22min; selezionato al Roma Film Festival, 1999) e nel 2000, con Il cerchio che si chiude (Super8, 10min; concorso Festival Arcipelago, Roma 2000), riallaccia la trama di una sottintesa autobiografia concepita attraverso la struttura visiva di una spirale. Altri documentari. Notte israeliana all'Argentina (co-regia con Valeria Adilardi, 15min., 2000), documentario-testimonianza della serata tenuta al teatro Argentina di Roma, nel gennaio 2000, sulla cultura israeliana, con il poeta Natan Zach e il gruppo di musica klezmer KlezRoym. Sitar-Guitar (50min., 2001), documentario musicale sull'omonimo festival di musica svoltosi per una settimana al Teatro India di Roma. Ho perso il treno (12min., 2001, Super8, b/n). “Sono incinta” (44min., 2003), documentario in forma di reportage su una settantina di uomini, di varie regioni d_Italia, varie età e ceti sociali, che raccontano la loro reazione davanti alla rivelazione di una possibile paternità da parte di una donna. Attualmente Fabiana Sargentini è impegnata nella scrittura del suo primo lungometraggio, Cambio di stagione.

 

Filmografia:

"Mani" (corto, 1994)
"Lo sgarro" (corto, 1996)
"Viso" (corto, 1997)
"Se perdo te" (corto, 1998)
"Il matrimonio può attendere" (corto, 1999); "Il cerchio che si chiude" (corto, 2000)
"Ho perso il treno" (corto, 2001)
"Sitar-Guitar" (doc, 2002)
"Tutto su mio padre Fabio Sargentini" (doc, 2003)
"Sono incinta" (doc, 2003)
"Di madre in figlia" (doc, 2004);

 

 


Di Madre in Figlia


di Fabiana Sargentini
Regia e soggetto: Fabiana Sargentini
Montaggio: Francesco Struffi
Riprese: Simone Pierini, Fabiana Sargentini
Musica: Giuliano Taviani
Cast: Rossana Farina, Sara Sorge, Francesca Cantarutti Produzione: Lula Production
Formato: beta sp durata: 58’

 

spiega Fabiana Sargentini:

"Ho girato Di madre in figlia in gran parte da sola - e scoprivo in donne che all'apparenza sembravano serene degli universi di relazioni irrisolte, e a volte dolorose, con le loro madri. Stranamente le stesse donne avevano invece un'estrema facilità a parlare delle loro figlie". Le interviste sono intervallate da alcuni momenti di vita insieme delle coppie madre-figlia e da una "mosca cieca" nel corso della quale le donne, bendate, devono riconoscere "al tatto" la madre o la figlia."

 

Infatti il documentario si presenta come una serie di Interviste a donne diverse che rispondono a due questioni:
“in cosa somigli a tua madre
In cosa tua madre somiglia a te?”.

Donne che si raccontano: madri, figlie, anziane …
Ciascuno di noi ha una madre, ha un’origine uterina, qualsiasi donna può, se lo vuole, rispondere a questa domanda.
Qual è la materia umana che passa da una madre ad una figlia? Quali sono le caratteristiche genetiche che avvicinano due vite femminili, una generatrice dell’altra?
Quali le virtù, quali i difetti che si tramandano senza l’uso delle parole?
Quali, invece, gli insegnamenti diretti, volontari, mirati nello scambio filiale da donna a donna? La gestione del rapporto di sangue più profondo, ancestrale, biologicamente originario, le difficoltà che si possono incontrare, la splendida e automatica complicità senza sovrastrutture, il peso della bellezza materna, l’incapacità di relazione di una madre fragile, le incomprensioni, le liti, le somoglianze e le divergenze del rapporto più segreto di tutti: la maternità vista dagli occhi di una figlia.

Una ricca galleria di figure femminili:
Donne plurimamme, donne dalle figlie uniche, donne senza figli. Madri e non, giovani e meno giovani, ricordi del passato, ricordi più freschi, vissuti vibranti. Esperienze disparate riguardo ad un concetto attuale dalla notte dei tempi e per sempre: cosa si tramanda nelle generazioni, di madre in figlia.