Associazione Lucrezia Marinelli
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FRANCESCA COMENCINI

Mi piace lavorare (Mobbing)

Regia: Francesca Comencini
Soggetto e sceneggiatura: Francesca Comencini
Assunta Cestaro. Daniele Ranieri
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Massimo Fiocchi
Musiche:Gianluigi Trovesi, Gianni Coscia
Interpreti:
Nicoletta Braschi (Anna)
Camille Dugay Comencini (Morgana)
Assunta Cestaro (Sindacalista)

Italia. 2003 - 89 min.


L'azienda in cui lavora Anna, , segretaria di terzo livello, è stata comprata da una multinazionale. Il giorno della festa aziendale per festeggiare la fusione, Anna è l'unica fra tutti gli impiegati a non essere spontaneamente salutata dal nuovo direttore del personale. Un incidente banale, o forse solo una dimenticanza.

Questo piccolo avvenimento è il primo segno di un processo che diventerà per lei un vero calvario. Lentamente, ma inesorabilmente, il "gruppo" si scatena contro di lei. Le vessazioni iniziano, piccole, invisibili, ma ripetute. Anna viene lasciata sola al tavolo della mensa aziendale, nessuno la invita più a prendere il caffè la mattina, il suo posto di lavoro viene "inavvertitamente" occupato. Anna è una donna sola, divorziata, con una figlia, Morgana (Camille Dugay Comencini). Sono molto unite e solidali, hanno imparato a cavarsela da sole, a sorreggersi. Un senso diffuso di precarietà pervade la loro vita. Intanto l'azienda le cambia continuamente mansioni, obbligandola a percorrere a ritroso tutte le tappe sulle quali lei aveva fondato la sua autostima, e gliele smonta. Anna rimane ore e ore accanto ad una fotocopiatrice, senza far niente.

I suoi tentativi di recuperare un ruolo utile vengono umiliati e viene mandata a sorvegliare il lavoro degli operai nei magazzini, secondo una logica aziendale di mettere gli uni contro gli altri. Anna non regge più, e infine scoppia: esaurimentonervoso, malattia. Non si occupa quasi più di Morgana, ma sarà proprio sua figlia a starle accanto e salvarla. Anna ritrova coraggio e decide di raccontare a qualcuno la sua storia e non rimanere più sola...

 

LETTERA APERTA A FRANCESCA COMENCINI
SUL SUO FILM "MI PIACE LAVORARE"

di Nilde Vinci e Oriella Savoldi

Cara Francesca,
ti scriviamo dopo aver visto il tuo ultimo film Mi piace lavorare.
Cominciamo dicendoti tutto quello che abbiamo apprezzato:
molto bella la parte che riguarda la relazione fra madre e figlia. Il nostro apprezzamento è cresciuto ascoltando la tua dichiarazione…che questo film ti ha permesso di passare più tempo con la tua bambina;
intensa la tenerezza espressa nel rapporto della protagonista con il padre;
l'attrice protagonista è ben aderente al personaggio;
puntuale è la scelta degli ambienti, ed indovinata quella degli attori non protagonisti di contorno;
convince la descrizione della disgregazione del luogo di lavoro, inoltre lo sguardo sul lavoro è ben calibrato soprattutto in questo momento storico.
Alcune cose del tuo film ci hanno invece lasciato un po' perplesse.
Nel film non viene mai messa in luce l'importanza di creare relazioni con le persone con cui si lavora e nemmeno con quelle esterne al lavoro.
Dalle esperienze ascoltate in un incontro al Circolo della Rosa di Milano, abbiamo capito che ci vuole molto più tempo, più denaro e più energia per uscirne. Chi ha vissuto queste esperienze ci ha indicato la necessità di relazioni politiche significative, gruppi di auto aiuto e anche psicoterapie. La via legale è forse quella che chiede più energia in momenti di grande debolezza.
L'affermazione che da sole non è possibile cavarsela, uscire da situazioni così pesanti come quella descritta, resta in ombra. Il film, in un certo senso, conferma nel dolore, fa dire che sì, è proprio così, ma non fa intravedere una possibile via d'uscita.
E quella pensata, la via legale, rende il finale non convincente, troppo facile.
Il film secondo noi risente molto dello sguardo sindacale che vede il mobbing come un fenomeno nuovo. Nuovo è certo il nome, ma le persecuzioni nei luoghi di lavoro sono antiche. Forse resta da chiedersi come mai oggi riescano a colpire così a fondo ed in modo così diffuso. Il tuo film ha il merito di aprire la discussione. Grazie anche per il bellissimo Carlo Giuliani, ragazzo.
con simpatia
Nilde Vinci e Oriella Savoldi