Associazione Lucrezia Marinelli
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Giovanna Gagliardo

Nata a Monticello d'Alba (Cuneo) il 12 dicembre 1943.
Giornalista, è stata redattrice de Il Giorno, La Repubblica, L'Espresso.
Sceneggiatrice ha lavorato e lavora tuttora per la televisione RAI e nel cinema (per Lattuada e Nelo Risi).
Collaboratrice e assistente alla regia per Miklos Jiancso scrivendo per e con lui tutti i suoi film italiani. E' stata cosceneggiatrice con Gyula Hernadi di alcuni film ungheresi sempre per Jiancso.
Negli anni '70 in pieno femminismo fece parte del primo collettivo femminista di cinema a Roma.

FILMOGRAFIA:

1978 Maternale

1980 Il fu Signor Elvesham

1980 Il sogno dell'altro

1982 Via degli specchi

1985 Passi nella memoria

1991 Caldo Soffocante

1992 Il riso e il pianto

1995 Il mito di Cinecittà

1998 Viva l'Italia

1999 Palacio de la Danza

2004 Bellissime

 

 

Maternale

 

Italia, 1978 - 110 min.

Regia e sceneggiatura: Giovanna Gagliardo
Cast: Carla Gravina, Benedetta Fantoli, Anna Maria Gherardi, Marino Masè, Francesca Muzio, Francesco Fntoli
Musica: Stelvio Cipriani

Prodotto dalla RAI e applaudito in diversi Festival, il film non fu mai distribuito in Sala in Italia, dove è stato trasmesso in Televisione solo nel 1980.

 

Il film risente del momento storico del movimento femminista italiano: metà anni settanta.
A Roma lo storico Filmstudio apre alle registe e tra i collettivi femministi che vengono fondati tra il 1972 e il 1975 due si occupavano di cinema: il Collettivo Donne e cinema e il Collettivo Alice Guy. In essi giovanissime registe (alcune oggi famose e conosciute) discussero sul ruolo della donna sia nel fare cinema che nelle immagini usate di sè.

Ecco che Maternale riesce a realizzare e condensare così una riflessione simbolica e stilizzata del legame più profondo e lacerante che sia dato vivere alle donne, quello con la propria madre, quello con la propria figlia.

Ancora oggi noi donne non abbiamo ben chiaro come questa relazione che ci determina in profondità possa diventare fonte di energia e di benessere per vivere meglio con noi stesse e con le altre donne, sostenendole come riflesso alla

gratitudine di essere nate da una donna: nostra madre.

Il film è forse datato, ma alcune notazioni profonde danno la misura di quale difficoltà e densità sia pregna la fragilità del rapporto madre-figlia ieri come oggi.

 

Io che ormai non sono più giovanissima, sono convinta che le nuove madri (figlie di una rivoluzione che è passata nella società e nei loro inconsci), sapranno trovare nuovi modi di vivere la maternità, senza rinunciare a sè stesse. Sapranno anche trovare nuove parole e nuovi richiami d'amore che non distruggano più la meravigliosa differenza di essere donne.

Laura Modini

 

vedere sul sito di Donatella Massara