LOST IN TRANSLATION - L'AMORE TRADOTTO
USA, 2003
Durata 105 min.
Di
questo nuovo film della regista si è fatto un grande parlare,
generalmente per tesserne le lodi. Uscito nelle sale cinematografiche
poco prima di natale ancora è visione in numerosissimi cinema.
Un successo quindi.
Per
quanto mi riguarda certamente non lo metterò tra i film fondamentali
ma non credo sia un film inutile. L'esperienza di cui Sofia Coppola
ci parla non è rara, specie al giorno d'oggi con la facilità
di viaggiare.
Eppure,
anche per le cose evidentissime si deve avere il desiderio di ricordare
e rielaborare. Come fa appunto la nostra regista. Una sua esperienza,
vissuta con amore e passione è la base di questo film che proprio
perchè viene intessuto di esperienza vera, riesce a comunicare
a noi, che siamo di fronte allo schermo.E vi assicuro che non è
per niente facile far parlare quella strana condizione che prende, in
modo diverso ma sostanzialmente uguale, i nostri due protagonisti.
Si
trovano perduti nella traduzione, letteralmente. Devono riprogrammarsi
oppure fermarsi, guardarsi, stare sospesi in un luogo non bene definito
.
I due attori, uno, consumato attore che occupa la scena con grande maestria
e bravura, con tocco delicato, senza mai cadere nell'istrionico. L'altra
forte della sua giovinezza e bellezza rilancia con ingenua curiosità
le questioni di sempre. Vivono una settimana sospesa in un spazio quasi
atemporale, puntellato di luci, colori, rumori che sorprendono e coinvolgono.
Lo
sfondo, o il centro di tutto è Tokio,
affascinante, spaventosa, pure infantile e aliena.