Associazione Lucrezia Marinelli
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A mia madre piacciono le donne

 

Intervento di Serena

 

Un film pieno di sussulti e sospiri, dove le protagoniste agiscono principalmente in base a delle irrefrenabili ondate emotive.
Un film che, ironicamente, tocca aspetti reali e attuali, molto vicini alle vite di tutti noi e che noi, volutamente, spesso ignoriamo: l'amore tra donne; l'amore tra persone di età diversa; il rapporto conflittuale tra madre e figlia; il rapporto conflittuale tra donne, il contrasto tra l'indipendenza dalla madre voluta, cercata e il desiderio di essere ancora e sempre 'la bambina', unico centro d'interesse materno.
Una distinta pianista di mezza età, da tempo divorziata, presenta alle sue figlie, tutte e tre maggiorenni, il suo nuovo amore. Con grande stupore delle figlie non si tratta di un uomo o di un baldo giovanotto bensì di una deliziosa ragazza cecoslovacca, studente di musica, quasi coetanea, se non proprio, delle figlie.
Le tre ragazze, ognuna per ragioni diverse, vogliono la fine di questo rapporto e faranno di tutto per allontanare Eliska, la giovane amante della mamma.
Ogni figlia ha la sua storia e le sue motivazioni. Chi è frustrata e insoddisfatta della sua vita, chi è troppo immatura per capire l’immensità dell’amore, chi soffre d’ansia e insicurezza, è abile a mettersi nei guai, facendosi poi travolgere dagli eventi, e diventerà la principale responsabile della rottura fra le due amanti. I disturbi emotivi di cui soffre questa figlia, che la costringono a frequentare uno psicanalista, a prendere calmanti e a bere molto sembrano dovuti ad un rapporto simbiotico non risolto con lamadre. Si tratterebbe quindi di una sorta di vendetta inconsapevole.
O più semplicemente rientra nel rapporto ambivalente tra madre e figlia.
Melanie Klein ha sostenuto la teoria che il neonato ad un certo punto del suo sviluppo emotivo si rende conto che la madre, oggetto d'amore perfetto, è nello stesso tempo, anche oggetto del suo odio, è colei che non è 'sempre', che non può soddisfare indistintamente tutti i suoi desideri, che inibisce parte delle sue pulsioni educandolo e quindi frustandolo. Il bambino attraversa quindi una fase depressiva perchè i sentimenti di odio sono rivolti proprio verso chi ama. Da come supererà questa fase dipenderà la tolleranza delle istanze contraddittorie che vogliono la distruzione e quindi conseguentemente la riparazione dell'oggetto amato.
Razionalmente per dei motivi, irrazionalmente per altri, le tre ragazze si intrometteranno nella vita della madre, e, rinunciando al loro essere adulte (seguendo il loro desiderio inconscio di essere le bambine al centro del suo mondo) distruggeranno la sua vita per poi operare una miracolosa riparazione. Il tutto in chiave ironica, quasi surreale (va tutto sempre liscio e tutti sono pronti e disponibili al momento giusto).