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Inés
Parìs e Daniela Fejerman sono le sceneggiatrici e le registe di
A mi madre le gustan las mujeres (A mia madre piacciono le donne).
Lavorano insieme da più di sette anni, ed insieme hanno scritto
sia per il cinema che per la televisione, così come hanno diretto
vari cortometraggi vincitori di diversi premi. E la prima volta,
in Spagna, che un gruppo di donne ha diretto un lungometraggio.
Inés Parìs ha una laurea in Filosofia mentre Daniela Fejerman
è laureata in Psicologia. Ambedue sono preparate ed hanno iniziato
a lavorare in teatro, dapprima come attrici, poi Daniela come scrittrice
e Inés come arredatrice ed insegnante.
Lavorano in gruppo come sceneggiatrici dal 1993. Tra i loro lavori si
distingue il lungometraggio Sé quién eres.
Diretto da Patricia Ferreira, tra i vari riconoscimenti ha ottenuto il
secondo posto per il premio per il pubblico nella sezione Panorama del
Festival del Film di Berlino, ed il premio per la migliore sceneggiatura
al Festival di Tudela del 2000.
Hanno anche scritto soggetti con registi come Emilio Martìnez Làzaro
ed Enrique Urbizu. Hanno scritto un progetto per un film intitolato La
mirada violeta, che sarà interpretato da Cayetana Guillén
Cuervo e sarà diretto da Nacho Pérez de la Paz e Jesùs
Ruiz. Lanno scorso hanno vinto il secondo premio dellAccademia
della Televisione con Pringado , un soggetto sul mondo della
televisione.
Daniela ed Inés hanno anche lavorato come sceneggiatrici per il
Taller de Comedias de Situaciòn (Sitcom) di TVE, dove tra il 1989
ed il 1993 hanno scritto molte serie. Da allora, hanno lavorato per diversi
canali televisivi, scrivendo drammi tipo Mar de dudas , diretto
da Manuel Gòmez Pereira, e commedie come Todos los hombres
sois iguales prodotto da Bocaboca per Tele 5, e Famosos y
familia diretto da Fernando Colomo per TVE.
Nel 1997 hanno diretto il loro primo cortometraggio, A mì
quién me manda meterme en esto, prodotto da Bocaboca e sovvenzionato
dal Ministero della Cultura. Questo cortometraggio ha ricevuto, tra gli
altri premi, il Premio Calabuch per il Miglior Cortometraggio al Festival
del Film Peniscola, il terzo premio al Festival del Film Alcalà
de Henares, il secondo premio a Medina del Campo, ed il premio per il
pubblico alla ICADE, ecc
Nel 1999 hanno diretto un secondo cortometraggio, prodotto da Bailando
en la Luna e Canal +, sovvenzionato dal Ministero della Cultura e dal
C.A.M.. Questo corto, titolato Vamos a dejarlo , ha ricevuto,
tra gli altri premi, il primo premio al Festival di Medina, il premio
per il pubblico ed il secondo premio della giuria al Festival di Elche,
il secondo premio alla ICADE.
Hanno insegnato sceneggiatura allUniversità Carlos III di
Madrid, alla Scuola di Film San Antonio de los Banos di Cuba e alla Videoteca
di Madrid.
Attualmente Inés e Daniela stanno terminando la sceneggiatura per
il loro secondo progetto di un lungometraggio , Dos veranos
, anchesso prodotto da Fernando Colomo.
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A
mia madre piacciono le donne

Inés Parìs e Daniela Fejerman, registe. Leonor Watling,
Marìa Pujalte, Silvia Abascal
ELVIRA (Leonor Watling) una ragazza sulla ventina tanto insicura quanto
bella, si incontra con le sue sorelle, JIMENA (Marìa Pujalte)
e SOL (Silvia Abascal),
dalla loro madre SOFIA (Rosa Ma Sardà), una famosa pianista,
separata da anni dal loro padre.
SOFIA approfitta
dei festeggiamenti del suo compleanno per dare alle sue figlie alcune
notizie importanti : si è di nuovo innamorata. Le ragazze prendono
bene la notizia. La loro madre le avverte che il suo compagno è
alquanto più giovane di lei, è nato nella Repubblica Ceca
ed è anche lui un pianista
ma cè qualcosaltro
: è una donna.

Le tre sorelle
tentano dapprima di reagire come donne moderne e tolleranti quali sono
ritenute. Ma
in realtà, la notizia le atterra. La nevrotica
ELVIRA è particolarmente colpita . La scelta di sua madre provoca
in lei una profonda crisi didentità sessuale. A rendere
peggiori le cose, questa crisi coincide con il momento in cui ELVIRA,
che ha sempre avuto relazioni disastrose, incontra luomo che potrebbe
essere lamore della sua vita.
Le sorelle dimenticano velocemente i loro buoni propositi, e le tre
cominciano una frenetica avventura per cercare di separare la ragazza
Ceca dalla loro madre
unavventura che finirà nel modo
in cui non possono minimamente immaginare.
LE
REGISTE PARLANO
COSA VOGLIAMO COMUNICARE CON QUESTO FILM ?
A
mi madre le gustan las mujeres è una commedia sulle nuove
relazioni, che siano esse sessuali o basate sullamicizia, che
sono nate con linizio di questo secolo.
Lidea centrale del film (la reazione di tre figlie alla notizia
che la loro madre si è innamorata di unaltra donna) fornisce
degli strumenti per parlare di come riusciamo a sopravvivere in un mondo
dove la famiglia non è più ciò che era prima.
Nessuno - i tuoi genitori, il/la tuo/a compagno/a, i tuoi figli
reagisce come tu ti aspetti che faccia. I modelli tradizionali non vengono
più usati, ma non abbiamo ancora nuove formule per salvarci dalla
confusione. Questo è ciò che accade ad Elvira, la protagonista.
Sul punto di compiere i trentanni, la sua vita è piena
di problemi, che la rendono un po nevrotica. Lannuncio di
sua madre intensifica la confusione nella sua mente e nella sua vita.
Alla fine, lunica certezza che rimane è che, in un mondo
in continuo cambiamento, siamo destinati ad interrogare continuamente
noi stessi ed il mondo che ci circonda. Tutto ciò forse stanca,
ma è lunico modo per raggiungere la felicità.LO
SVILUPPO DELLA SCENEGGIATURA E LA REALIZZAZIONE DEL FILMSta diventando
unabitudine tra gli sceneggiatori provare a dirigere un film.
Nel nostro caso, ci sono una serie di motivi che ci hanno spinto ad
intraprendere questo passo. Da una parte, eravamo di fronte alla difficoltà
di trovare registi disposti a dirigere un film scritto da qualcun altro,
una situazione che rende il lavoro degli sceneggiatori una sorta di
missione impossibile. In più, volevamo vedere
le nostre storie fino alla fine, un impulso che è quasi
un istinto naturale in molti sceneggiatori. Quando tutto è detto
e fatto, una sceneggiatura è, soprattutto, uno strumento che
permette ad un film di esistere. E la storia che un bel giorno immaginavi
e poi si trasforma in parole, diventa solo realtà nel momento
in cui è trasformata in immagini. Inevitabilmente, a volte si
vuol dare la propria immagine alle proprie idee.
Nel nostro primo film abbiamo voluto raccontare una storia sui personaggi,
che ci permettesse soprattutto di dedicarci alla direzione degli attori,
territorio che, grazie alla nostra esperienza teatrale, sentiamo nostro
e nel quale abbiamo qualcosa di particolare da dare.
In più, abbiamo cercato una storia che ci permettesse di parlare
di qualcosa che abbiamo ambedue in comune : il modo speciale di vivere
e guardare il mondo dei ragazzi intellettuali dellala sinistra.
Poiché sono ragazzi educati in libertà, hanno la capacità
di essere analitici, ma la mancanza di modelli per le relazioni umane
li porta ad essere sconcertati come gli adulti, non sapendo cosa vogliono
o cosa li rende felici.
Nonostante abbiamo un tema in mente, sappiamo che i film
non sono fatti da idee astratte, ma piuttosto da storie, un buon aneddoto,
un punto di partenza che crea una trama, uno sviluppo che incoraggia
lumore, lintrigo o lemozione.
Lidea di una madre che si innamora di unaltra donna e turba
le sue presunte figlie moderne e progressiste, sembrava perfetta per
creare una storia che ci avrebbe consentito di parlare sul nostro tema.
Soprattutto ci piaceva il fatto che avremmo potuto personalizzare questo
turbamento nel personaggio di Elvira. E la figlia
di mezzo, con tutte le caratteristiche che accompagnano questa posizione
nella famiglia. E anche un tipo di giovane ragazza che è
molto comune ai giorni nostri ogni cosa le piomba addosso : il
lavoro, lamore, i rapporti personali e , ancora di più,
una notizia come quella che le dà sua madre.
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