I PUNTATA Dal dopoguerra agli anni Sessanta
“La storia è una catena di eventi e va verso il meglio, […] così ci dicevano alla fine dell’800, poi... beh, poi, la catena perfetta degli eventi si spezza, i fatti della storia non seguono sempre un’evoluzione senza scosse, un corso razionale, la felicità di tutti. […] E la storia si complica, la storia dobbiamo scorrerla avanti e indietro, considerare i fatti, perchè sono i fatti, quelli che ‘fanno la storia’, quelli che ‘la cambiano per sempre’, come si dice, sono i fatti che non sono sempre chiari mentre li vivi. E poi, accadono all’improvviso, stanno lì e subito ci chiedono di vedere altro, di andare oltre.” Questo, dicono gli autori poco dopo l’inizio del filmato, e dandosi quasi un monito nel tentativo di ricostruire, per la prima volta in un documentario, la complessa vicenda di movimento e di pensiero che chiamiamo ‘femminismo’, una storia appunto lunga, controversa e per molti aspetti (sociali, giuridici, economici) una storia ancora aperta. Allora, ecco la necessità di riavvolgere come una pellicola la storia, rivederla, di tornare indietro di circa trent’anni rispetto alla nascita del movimento femminista italiano, interrogando fatti e personaggi noti o sconosciuti. attraverso il materiale video della Rai, attraverso la cronaca nera, il cinema e la musica, attraverso, infine, le interviste contemporanee a testimoni dell’epoca, protagoniste o esperti, storiche e storici, medici, filosofe, giornalisti, sociologi, ginecologi e giuriste, per capire cosa portò le italiane, negli anni Settanta, alla contestazione radicale della loro società.
II PUNTATA Gli anni Settanta
La seconda puntata, come la prima, ha per incipit l’invito a sprofondare nella storia, a cercare un filo conduttore nella mappa del tempo dopo la rivoluzione culturale del Sessantotto, quando sono alle porte gli ‘anni di piombo’, proprio “quando il presente davanti ai nostri occhi sembra il passato, […] e in quel passato, non riusciamo subito a vederci il futuro”. Sono gli anni Settanta, infatti, e mentre la società italiana è scossa da attentati terroristici e scontri di piazza cruenti, le donne che hanno combattuto con gli studenti e gli operai, le madri ma soprattutto le figlie, che finalmente possono accedere alle professioni, essere retribuite come gli uomini, che sono eguali agli uomini come ha sancito la Costituzione italiana nel 1948, rompono la solidarietà con i gruppi politici misti. Le donne tornano a chiudersi nelle case, da sole, senza uomini appunto e chiamano questa pratica, che può sembrare una regressione, con una parola nuova, ‘autocoscienza’ o in inglese, ‘conscience – raising’, tratto peculiare del nuovo movimento di liberazione delle donne, in tutti i paesi in cui mette radici. Ma l’ ‘autocoscienza’, un attività, privata, intima, personale che partiva dalla domanda “che vuol dire, che significato ha per me essere donna?”, in Italia, assume un particolare significato politico che è forse, il filo rosso che lega la genesi e l’articolazione di battaglie delle femministe, che in molti casi portarono alla conquista di leggi come, tra le altre, la 194 per l’interruzione volontaria della gravidanza o la legge n. 66 sulla violenza sessuale e che comunque hanno prodotto un cambiamento profondo della società italiana.
Anche in questa parte al repertorio di immagini della Rai si affiancano interviste a testimoni dell’epoca e a specialisti.
(Lorella Reale)
LORELLA REALE (nata a Catania), si è laureata in filosofia all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” con una tesi sulla filosofa femminista Carol Patman e ha studiato all’Istituto Superiore di Comunicazione di Roma. Nel 2005, lavora con l’Aleph Film come programmista regista alla terza serie di documentari Cronaca Nera al Sud, seguendo in particolare la puntata “La siciliana che sfidò la legge” (sul caso di Franca Viola). Ha collaborato con l’Aleph Film alla realizzazione di documentari e inchieste giornalistiche per Rai Educational (Rai 2: “Moby Prince: il porto delle nebbie”; Rai 3: “30 Anni di Cronaca Nera al sud”; “Storie da fotoromanzo”) e Report (Rai 3: “Una scuola a colori”; “Gli esternalizzati”). Scrive per Filmaker’s Magazine, atlante europeo di cinema e audiovisivi.