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In
questo film, forse al di là delle intenzioni stesse della regista,
si svelano alla riflessione dello spettatore argomenti molto significativi
sulla condizione umana nelletà della vecchiaia, che rompono
un po il conformismo culturale di questi ultimi anni.
I protagonisti sono due uomini assolutamente antitetici luno allaltro
per temperamento, per biografia personale, per i modi diversi di essere
e di muoversi sulla scena della vita.
I personaggi femminili sono tre, di tono minore, solo supporto dellintreccio
perché la loro storia, per quanto appena toccata nel film, è
di routine, cioè riconducibile alla vita delle donne in generale,
che gravita attorno allamore più o meno fortunato per un
uomo e quindi non in grado di caratterizzare in modo determinante quelle
tipologie caratteriali e sociali che la regista voleva mettere in luce.
Uno dei due personaggi, Frank, ha una personalità travolgente;
è stato marinaio; si vanta di aver conosciuto Hemingway e soprattutto
di aver amato tante, tantissime donne in ogni porto. Solo qualche volta
lascia trasparire una sorta di malinconia verso un appagamento affettivo
più profondo che non cè mai stato nella sua vita,
anche con lunico figlio che, infatti nel film, appare lontano
nello spazio, ma anche nel cuore.
Walter, invece, è un puro, un casto nel vero senso della parola.
Il corpo per lui è stato uno ostacolo o un santuario, secondo
i punti di vista, che gli ha permesso di mantenersi, nel corso della
sua esistenza, unintegrità quasi mistica e di saper coltivare
una capacità di affetto non solo mentale, ma anche densa di emozioni.
Entrambi i personaggi sono coinvolgenti ed amabili ed il loro incontro
è, per ognuno di essi, loccasione del disvelamento di sé,
di quel sé nascosto, non conosciuto o represso, che aveva fatto
di loro, fino a quel momento, due esseri incompleti e divisi.
Frank è vecchio e alla prova non è più uomo e questa
massima deprivazione gli toglie ogni identità e lo annienterebbe
del tutto, se non fosse che il confronto con Walter e lamicizia
con una donna gli fanno scoprire, proprio negli ultimi giorni della
sua vita, che lamore non è solo sesso; anzi può
non esserlo affatto ed essere tanto più profondo, fino ad avvolgere
lessere umano con la sua debolezza e la sua sincerità,
allorquando la virilità, la potenza, la forza, lingessatura
delle convenzioni sociali lasciano luomo comunemente inteso.
Walter da parte sua, aveva costruito la sua identità personale
sul suo lavoro di barbiere e quando ha occasione di esercitarlo è
come se si trasfigurasse; dimostra sicurezza di sé; è
ritmicamente armonioso nei movimenti delle braccia, delle mani, della
mimica e svolge la sua gestualità con la solennità del
rito.
Dallincontro con Frank, sia pure con momenti di incomprensione
reciproca, tutto cambia. Il suo corpo, preservato fino a quel momento,
irrompe in esperienze gioiose e liberatorie e, finalmente, Walter non
ballerà più da solo.
Il messaggio del film è, secondo me, che la vita di ciascuno
di noi è soggetta ad una specie di legge del contrappasso, ad
una sorta di riequilibrio, non nellal di là; ma qui ed
ora; per cui spesso, nel corso dellesistenza e tanto più
nella vecchiaia è possibile che si pareggino in qualche modo
i conti del nostro vivere; che si capiscano e si sperimentino sentimenti
o situazioni esistenziali rimaste nascoste, bloccate e che, nel bene
e nel male servano a portare a completamento la nostra individualità
nella generalità della condizione umana.
(recensione di Pinuccia Costa)
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