E
uno dei film più noti di Liliana Cavani, a suo tempo piuttosto
maltrattato dalla critica (vedi Goffredo Fofi). Rivisto mette in evidenza
limmaginario inconscio, assai meno masochista di quanto sembrasse
per le donne al suo apparire. Lei, Charlotte Rampling, sopravvisuta
al campo di concentramento dove era stata rinchiusa giovanissima perché
figlia di un socialista, riincontra a Vienna nel 1957, lufficiale
nazista, ora portiere dalbergo, che laveva violentata e
poi sedotta e cooptata nelle esibizioni sado erotiche tra i gerarchi
del campo. I due si ritrovano e non si lasciano più fino alla
morte di entrambi, assediati dagli ex compagni delluomo che vorrebbero
ammazzare la donna, testimone pericolosa, inaspettatamente ritrovatasi
sul loro cammino. Lei è coinvolta dalla pressione dei ricordi
ma, daltra parte, sa che dal momento che lhanno ritrovata
la sua vita non sarà più serena.
Il rapporto vittima oppressore è, in realtà, assai più
deliberato e convenuto dalla forza delle circostanze di quanto non sia
dettato dallirreparabilità. Detto questo cè
la messa in scena dellinconscio come se lè prospettata
a suo tempo la Cavani. In questo caso è linconscio della
ripetizione, secondo le dichiarazioni dellautrice che gli sono
state suggerite dalle testimonianze di ex deportate inaspettatamente
attratte dai luoghi delloppressione, anche oggi quando tutto il
male avrebbe potuto essere dimenticato.
Non mi sembra inutile segnalare la scelta della regista Agniezska Holland
in Europa, Europa presentato sui nostri schermi, con la storia vera
di Sally Perel, luomo che riuscì a farsi arruolare nel
corpo più esclusivo della Weermacht per sopravvivere alla persecuzione
che, come ebreo, lavrebbe ucciso. Il senso di questo film, per
i fatti che mette in scena, è forzosamente tragicomico. Il messaggio
dellinconscio è quello che lucidamente Perel denuncia nella
autobiografia: Shlomo andava verso un destino di morte ma Yopi (il nome
che gli avevano affibbiato in questa clandestinità) aveva un
grande desiderio di vivere.
Nel film della Cavani i due protagonisti fanno linventario dei
ricordi che li legano insieme. Le situazioni che hanno vissuto sono
oltre o sotto il limite dellaccettabile, dellamore di sé?
Loppressore, tornato detronizzato e libero, misura nella memoria
se non ha passato il limite del potere. La vittima misura la sua capacità
passata di resistenza: ha saputo reagire, difendersi? La Cavani mostra
che questa volta è il tempo della rivalsa, del ribaltamento nella
riproduzione statica della coppia: dovrebbe essere il piano dellinconscio.
La vittima deve ripetere, ritornare per migliorare e riprendersi un
piacere progressivo, deve risistemare, richiamando laltro ad un
tempo immobile, stuzzicante con il vestito da bambina fino alla fine
quando lui indossa la divisa nazista.
(recensione
di Donatella Massara)