Oltre la necessità imposta dal doveroso
aggiornamento per il lavoro che svolgo nellAssociazione Lucrezia
Marinelli, altre curiosità hanno armato il mio sguardo di più
attenzione e di riflessione su questo film. Una curiosità era
vedere che cosa aveva confezionato questa volta la regista di Orlando
capolavoro di delicatissima ambiguità che ha lasciato un segno
autorevole nel persorso della cinematografia femminile e anche nella
mia emozione. Altra curiosità mi ha suscitato il titolo, mi pareva
una ripetizione del The Piano della Campion, tradotto poi
in italiano in Lezioni di piano, mi incuriosiva capire il
perché di tale scelta.
Le luci si spengono, nella sala il silenzio e tutta la mia attenzione.
Già dalle prime scene è emersa di nuovo la bravura, leleganza
e la forza di Sally Potter, in questo lavoro regista, ballerina ed attrice
della sua autobiografia.
Lesasperazione del particolare, il rigore del colore (un B/N caldo
per la realtà e rossi, gialli, blu esasperati per le scene di
fantasia) le ambientazioni e la fotografia (di Robby Muller) rendono
questa pellicola una miniatura di ricerca, di gusto e di intelligenza.
Senza essere sacrale o celebrativo, piuttosto rigoroso, con un dialogo
scarno ma essenziale il film è riuscito a trasmettere la forza
e la tenacia della protagonista. Quando Sally, per caso vede ballare
Pablo Veron famoso ballerino di tango, scatta in lei il desiderio di
conoscerlo ed immediatamente chiede delle lezioni di tango.
Da qui in poi tutto un susseguirsi di flash intelligentemente sincronizzati
e scanditi dagli incontri (12) che serviranno alla regista per raccontarsi:
dellamore, della professione e dei meccanismi di potere che scattano
quasi inconsciamente, ma inevitabili allorigine di un rapporto.
Nasce fra i due un sentimento, forse amore. Guido io o tu, nel ballo
e nella vita è la domanda reciproca. E la risposta? La risposta
sta nella ricerca di una mediazione.
Sally con pazienza e calma, dolce ma risoluta riesce a mettere in discussione
lirruenza del giovane insegnante. Dà voce e nutre il rapporto
non lasciandosi coinvolgere dalla passione ma osservandone i limiti
e le differenze con critica attenzione, accettando anche di poter essere
guidata.
La crisi di smarrimento e di timore di Pablo vengono trasformate con
i suoi impulsi intellettuali in nuovi pretesti di complicità
sia professionale che sentimentale. Ineluttabile la sua superiorità
nel condurre la difficile partita. E vincente perché la
sua non è una battaglia ma una crescita rafforzata dalla gioia
seducente di un nuovo amore.
A mio parere questo film è un omaggio alla forza del pensiero
femminile che dà vita e conserva.
Tanti i riferimenti e le analogie a film ed opere famose: a Ultimo
tango a Parigi per le riprese nei caffé dove si balla,
a Lezioni di Piano un tuffo purificatore nellacqua,
a West side story per le filate di ballo in gruppo, un omaggio
a Delacroix per la sua tela Giobbe e langelo ed ecco
che forse anche il titolo è un omaggio.
Quando le luci si sono riaccese il giudizio è stato immediato
e la sua comprensione è passata attraverso il mio corpo, i miei
piedi cercando i passi del tango, le mie mani avevano voglia di pennelli
e non ho avuto paura di ammettere di avere bisogno damore.
(recensione
di Zina Borgini)