Titolo
stuzzicante ma soprattutto programmatico per almeno la metà del
genere umano femminile.
Infatti, questo film oltre ad essere bello, interessante, pieno di cose,
è anche liberatorio e propositivo per tutte quelle donne che
non rientrando nella taglia 42 credono di essere brutte, non desiderabili.
Invece la grande e semplice verità è proprio quella di
accettarsi e volersi bene così come si è.
La storia di Ana, teenager ispanoamericana di prima generazione (cioè
nata in America) è paragonabile alla storia conflitto con la
propria madre di numerosissime altre ragazze in ogni parte del mondo.
Se poi si aggiungono problemi di identità con la cultura di provenienza
viene un mix esplosivo che in questo film è tenuto sempre sotto
controllo senza tacerne la durezza e sofferenza.
Tante situazioni sociali vengono esplorate senza toccare mai toni melodrammatici:
il lavoro nero, le minoranze etniche, i pregiudizi, i valori tradizionali.
Forse è il sorriso aperto ed ottimistico della interprete che
permea tutto e tutti. Perfino nel lavoro duro e senza fine di sartoria
Ana riesce a far emergere lelemento positivo, proprio nelluniverso
tutto al femminile che diventa il simbolo della donna latinoamericana,
con i suoi valori tradizionali che non riescono a aprirsi nella società
che le ospita.
Con queste premesse è ovvio che il film offrirà soluzioni
positive, e questo è giusto perché quello che vuole offrire
è proprio la ricerca delle ricchezze non solo economiche che
si aprono di fronte ad un mondo troppo chiuso che deve confrontarsi
con la realtà diversa ed ricca di stimoli specie per chi nasce
nella nuova patria.
La regista colombiana Patricia Cardoso laureata in archelogia e antropologia,
negli Stati Uniti dal 1987 in seguito allottenimento di una borsa
di studio della Fondazione Fulbright (prima colombiana a ricevere una
borsa di studio in cinematografia). Ha tratto la sceneggiatura da una
commedia della messicana Josefina Lopez che si è ispirata ad
esperienze personali. Il cast tutto ispanoamericano bravissimo e misurato,
trova nelle due interpreti principali (la madre e la figlia) attrici
premiate per questa loro prova, al Sundance Festival del 2002. con il
PREMIO DEL PUBBLICO E PREMIO DELLA GIURIA.
(Laura Modini)