Associazione Lucrezia Marinelli
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Donne senza trucco

Regia di Katja von Garnier

 

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Il film, scritto e diretto dalla ventinovenne regista tedesca Katja von Garnier, proposto al “Marchè du film” di Cannes ‘93, parla del rapporto tra i sessi, dell’amicizia femminile e del ruolo dei sentimenti nella vita delle donne. Il film affronta la questione con tono leggero e scanzonato, sventagliando a più riprese una serie di immagini dal look pubblicitario. Ai problemi “privati” del cuore e dei sentimenti s’intrecciano, di tanto in tanto, alcune modeste ma indicative riflessioni “pubbliche” sulla gravità del momento in Germania (“Tempi disperati richiedono misure disperate.”, sentenzia una delle protagoniste) e sul fatto che, nonostante i grandi processi storici, niente sia realmente cambiato nel Paese. Si tratta, tuttavia, di osservazioni generiche e di superficie, quasi dei “corpi estranei” all’interno della sua vera struttura narrativa.
Frenzy è una disegnatrice di fumetti che si ispira alle esperienze dell’amica infermiera Meischa, per realizzare il suo cartoon settimanale intitolato “Ruby, la donna-mosca”. A un certo punto sente indebolirsi la sua vena creativa, e l’editore la invita a trovare storie positive e più allegre. Frenzy convince Meischa a trasferirsi da lei per il week-end. Ad una festa l’amica s’invaghisce di un giovane di nome Renè, e Frenzy l’aiuta ad attirare le sue attenzioni. al primo appuntamento tra i due, Renè porta con sé Mark, un amico di passaggio a Monaco che Frenzy dovrebbe intrattenere. Per favorire l’amica, la ragazza accetta suo malgrado la compagnia di Mark, e la scopre inaspettatamente gradevole. Quando il giovane parte, la disegnatrice ritrova l’iperirazione persa e riesce a concludere il suo lavoro.
Al di là della trama esile e dallo stile video-clip, il discorso di fondo della Von Garnier converge sul bisogno di trovare nuovi significati e nuovi valori di vita strettamente congiunti a un forte desiderio di rinnovare intimamente le relazioni e gli equilibri delle coppie di questo “fine millennio”. Le giovani protagoniste del film prefigurano un compagno “paritario” in grado di sfidare e di “ispirare” la partner spiritualmente e fisicamente con la stessa intensità. Ma il loro “modello” maschile sembra ancora distante da quello reale, e le delusioni non tardano ad accumularsi. Di qui la necessità “salutare” di mettersi un pò da parte e di evitare i soliti dolorosi coinvolgimenti affettivi.
D’altra parte “Donne senza trucco” è permeato da uno spirito autoironico che sdrammatizza i problemi e conferisce al film leggerezza e divertimento. Alla fine, segnata da una separazione della neonata coppia Frenzy/Mark, l’autrice suggerisce ottimisticamente la possibilità, nonostante tutto, di stabilire rapporti veri e soddisfacenti. O, nella peggiore delle ipotesi, di farcela benissimo da sole.

(recensione di Anna Trivelli)