Il film documento è stato presentato a numerose manifestazioni. XX° Festival International du Film Lesbien & Feministe de Paris, al XXIV° Festival Gay di Torino e al XXIII° Festival Gay di Milano.
L’autrice, nel filmato, intervista se stessa e altre donne lesbiche, rivolgendo sempre uno sguardo al passato per cogliere il presente e andare oltre, tra conquiste di nuove libertà e del crearsi di nuove contraddizioni.
Le intervistate, dalla mitica Edda Billi alle più giovani, raccontano se stesse senza veli, ma anche le tendenze e le correnti che hanno dato vita a cortei, manifestazioni, ma soprattutto a un qualcosa che non è stato un mero partito né una moda sociale, ma carne e sangue, desideri e sogni della maggior parte delle donne omosessuali italiane. Un movimento che non ha mai avuto caratteristiche unitarie, ma d’altra parte cosa c’è di unitario nel nostro Bel Paese? Alcune correnti sono nate, ad esempio, dal movimento femminista, e in seno ad esso si sono sviluppate mettendo l’accento sulla necessità del “separatismo” e “sull'autocoscienza”
La storia del movimento lesbico italiano comprende donne che oggi non hanno ancora cinquant’anni, e nel film sono loro a raccontarci l’aria che si respirava anche solo vent’anni fa, quando “dichiararsi omosessuale” non era né scontato né semplice, quando fare outing necessitava di una grossa dose di coraggio. Oggi molte lesbiche “giovani” possono scegliere il matrimonio (emigrando!) o la vita da single, un tempo queste donne non avevano la possibilità di scegliere, potevano solo cercare di far sopravvivere il loro amore… nascondendosi. Da questo passato recente si è fatta un po’ di strada, e questo è messo ben in evidenza dal lavoro dell’Annibali, ma altrettanta ne dobbiamo percorrere come società civile…”
Un altro merito di Maria Laura Annibali è stato anche quello di mettere in scena se stessa - senza pruderie e senza ricorrere a ideologie consunte; è esemplare la discrezione con la quale questa donna racconta la sua vita, ricordando quanto ha dovuto aspettare per poter dichiarare a testa alta il proprio desiderio differente… Un esempio per tutte quelle giovani vite che ancora oggi si sentono costrette a nascondere la propria diversità, magari per difendersi da una società ancora evidentemente omofoba oppure magari per proteggersi dagli strali di qualche monsignore fondamentalista.”
Nadia Turriziani