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Una
sorpresa, un caso, un miracolo.
Un Oscar al di là di ogni ragionevole previsione. Parliamo de
LAlbero di Antonia ovvero della Genesi come non ce
lhanno mai raccontata perché Antonia generò Danielle,
che generò Thèrèse, che generò Sarah...
Si poteva immaginare che lAcademy prendesse in considerazione
un film olandese, tutto al femminile, diretto da una regista femminista
che ha impiegato sei anni a trovare i finanziamenti, interpretato da
attrici e attori bravi ma essenzialmente sconosciuti? Non si poteva.
Eppure la scelta non è così strampalata.
...LAlbero di Antonia era il film più adatto,
proprio perché in qualche misura più esotico, per prendere
atto della sempre crescente presenza dellaltra metà del
cielo, nel cinema, anche hollywoodiano.
...Ecco donne capaci di autodefinire la propria identità a prescindere
dal potere e dal volere delluomo. Madri allegramente nubili o
lesbiche folgorate da un colpo di fulmine, artiste concentrate sulla
loro opera o timide contadine in zoccoli, licantrope ululanti alla luna
o studiose di musica e matematica.
Antonia e le sue compagne non si lasciano sottomettere dal senso comune
neppure in un villaggio bigotto nellOlanda cattolica del dopo
guerra, dove sono viste come una calamità naturale. E cancellano
il partorirai con dolore per fare della gravidanza una piacevole religione
di cui però si può pure morire.
Ma attenzione, sono tuttaltro che ostili allaltro sesso,
comera ancora la vecchissima madre di Antonia, tenuta in vita
dallodio per il marito fedifrago. Semmai lo usano un poco, il
maschio, ma gioiosamente. E sbaglia chi considera tutte negative le
figure maschili del film, perché a guardare bene, accanto allarrogante
stupratore, sputtanato dalla matriarca ma poi punito da altri maschi,
ci sono lanziano contadino che riesce a capire il desiderio di
Antonia di costruire una relazione al di fuori dagli schemi, lintellettuale
che sa trasmettere il suo sapere a due o tre generazioni di ragazze
superdotate, lo scemo del villaggio che sa amare teneramente la sua
bella.
Ecco finalmente un film che ha una straordinaria, e sincera, forza di
pacificazione, e che ci piace leggere come una proposta di armistizio
nella interminabile - e non certo conclusa guerra - tra i sessi.
(recensione
tratta da Noi Donne)
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