Succede
spesso nella vita di porsi domande cruciali sulla propria esistenza.
Quel tremendo: Che ne ho fatto della mia vita? subdolamente
entra nellanima per lacerarla.
A me è capitato, vi assicuro che è un momento tremendo.
La vita è passata, ora non rimangono che i rimpianti, i ricordi,
e poi i tentativi più o meno riusciti di venirne fuori.
Il film ci parla di questo.
Un JohnTravolta nei panni di un cinquantenne, exprofessore, exscrittore,
extutto. Lho trovato di una bellezza sensualmente sfrontata e
consumata, con quel un corpo massiccio anche se non imponente che riempie
lo schermo di colori, movimenti., sensazioni che ben disegnano il dolore
di vivere mitigato dall alcool e dalloblio.
Cè una medicina a questa sofferenza? Credo di sì! La vita,
le vite, gli altri, il mondo.
Qui è una giovane donna che sarà lantidoto.
Purslane detta Pursy, una bravissima Scarlett Johnansson che con una
consumata bravura (ha iniziato a recitare alletà di otto
anni) dà corpo a un personaggio complesso, contraddittorio che
ci rammenta la realtà di tante giovanissime che hanno vite verso
lo sbando.
Sarà lei, che tornando sui luoghi della sua primissima infanzia,
con grande determinazione vuole riavere la casa lasciatale dalla madre
conosciuta solo nella primissima infanzia.
Ma nella casa ci sono già due inquilini: l'ex professore di letteratura
(alla Aburn University, Alabama) Bobby Long (John Travolta) e l'allievo
(e biografo in crisi d'ispirazione) Lawson.
In attesa che questi ultimi si decidano ad andarsene, la fragile e amaramente
spinosa Purslane si adatta a vivere con loro. E viceversa.
Due mondi si scontrano, non riescono a comunicare. Sarà lallievo-amico-biografo
che farà da ponte giocandosi sentimenti, delusioni, disperazione,
speranza. E anche lamore.
Il tutto ambientato in una calda New Orleans dei sobborghi, dove il
sole picchia su una natura coloratissima e afosa. Sulle persone che
nella calura riescono a trovare la forza di ridere, cantare e naturalmente
bere, tanto!
E ancora: una ricchezza dell profondo sud americano, i suoi grandi romananzieri
e poeti che rivivono nel gioco di parole, citazioni e ricordi che Bobby
Long e il suo biografo animano con un continuo e alle volte snervante
ping-pong di ricordi e rimandi costruendo un divertissement
senza fine.
Lega il tutto una colonna sonora pregnante di suoni, blues e ballate
che ci aprono la mente a profumi e sapori di una America poco conosciuta.
Stupendi tutti e tre gli interpreti ognuno unico nel suo personaggio.
La regista che ha voluto ad ogni costo questo film tenendolo in gestazione
ben cinque anni ha avuto la soddisfazione di aver realizzato unopera
valida, piena e soprattutto un bel film da vedere. Alla sua prima esperienza,
ha toccato un punto di grazia che mi auguro riesca a ritrovare in altre
esperienze future.
(Laura Modini)