Associazione Lucrezia Marinelli
[ Home ]

 

L
e

 


N
o
s
t
r
e

 

 

Travaux - Lavori di casa

Regia di Brigitte Rouan

 

 

R
e
c
e
n
s
i
o
n
i

 

Strano questo film: leggero forse fin troppo, paludato per i temi socioculturali che lo sottende. Non è un caso che ha trovato ammiratori (specie in Francia) e detrattori (in Italia).
Brigitte Roüan, nei suoi film (recitati o diretti) non è mai “qualunque”. Splendida sessantenne, inizia la sua carriera di attrice che continua tutt’ora, nel 1971. Passa alla regia nel 1985 quando incinta e senza scritture (chi vuole una donna attrice incinta?) scrive un romanzo che poi riduce in un cortometraggio, pluripremiato: “Grosse”, interpetato da lei futura madre e dal bimbo ancora nel grembo.
Originalissimo il film precedente a questo “Travaux”: “Post coitum animal triste” del 1997 mai passato in Italia. E’ la storia di una passione amorosa di una donna “matura”, madre di famiglia, realizzata. Oggetto di tale fatale passione: uno stupendo venticinquenne. Il titolo, tratto dall’Arte di Amare di Ovidio, per i nostri distributori forse era parso un miscuglio di hard e post femminismo non permettendone mai l’uscita nel nostro paese.
Sulla scia di una fantasia impetuosa ecco che “Travaux” inizia con una arringa surreale con la quale l’avvocata Chantal (una algida e bellissima Carole Bouquet) cerca di “concupire”un verdetto favorevole da parte di una giuria sbalordita.
Questa partenza esuberante non è sufficiente per sostenere e dipanare un tema così complesso come quello dei “sans papier”e il film che si vuol proporre come commedia brillante non riesce di fatto a decollare mai.
Forse l’eccessiva preoccupazione di non tediare lo spettatore con i grandi problemi nel nostro oggi spinge in modo eccessivo a una leggerezza che vuole essere spumeggiante ma che di fatto banalizza tutto.
Credibilità, verosimiglianza, drammaticità, comicità: troppa carne al fuoco.
Ma chissà, forse l’obiettivo ultimo e profondo viene raggiunto: la perplessità di fronte a situazioni che pur vere vengono stravolte da una rigida messa in scena da gran ghignol si tramuta in curiosità e bisogno di chiarezza.
Per una regista che vive con energia gioiosa il suo presente è un gran bel risultato.
Per noi dopo tanto ridere, spesso a denti stretti, il bisogno di chiarire e di fatto di discutere.
(Laura Modini)