Associazione Lucrezia Marinelli
[ Home ]

 

L
e

 


N
o
s
t
r
e

 

 

Lontano da Lei

Regia di Sarah Polley

 

 

R
e
c
e
n
s
i
o
n
i


Away from her è il film di esordio alla regia di Sarah Polley, attrice canadese ventottenne, stimata e apprezzata interprete da registe come Isabel Coixet – La vita segreta delle parole(2005), Kathrin Bigelow – Il peso dell’acqua(2000), e registi come Atom Egoyan – Il dolce domani(1997), David Cronenberg – eXistenZ(1997), e Michael Winterbottom – Le bianche tracce della neve(2000).
E’ sua anche la sceneggiatura tratta da un racconto – A bear came over the mountain (in italiano nella raccolta ‘Nemico, amico, amante…Einaudi 2003) – della celeberrima scrittrice di short stories, Alice Munro, che con la regista condivide il paese di appartenenza dagli sconfinati paesaggi innevati.
Il film narra di sentimenti complessi e, in un racconto che si dipana con apparente semplicità, si addentra nella storia della vita di due persone con rigorosa e rispettosa distanza, mantenendo lucidamente la drammatizzazione in un equilibrio di particolare grazia.
Si parla della memoria che costituisce il tessuto con cui vivono tutte le nostre relazioni, le nostre esperienze, i nostri sentimenti: quando questa svanisce, svanisce anche il nostro mondo; si parla di una relazione d’amore che dura da cinquanta anni fra una donna, Fiona, e il marito, Grant; si parla della capacità, per amore, di trovare nuove vie e nuovi percorsi quando la vita dà solo poche e ultime scelte; si parla della capacità di reinventare le relazioni d’amore e i rapporti affettivi.
Fiona e Grant sono una coppia bella, agiata, colta, che la lunga convivenza ha portato ad una comprensione reciproca profonda fatta di piccoli gesti, - atteggiamenti involontari o espressioni del viso, pause nel discorso, - riconosciuti e a volte anche solo intuiti dall’altro. Si conoscono da quando ancora giovani frequentavano la stessa università e condividevano le prime esperienze sessuali. Il cammino percorso insieme, anche se facilitato dalla loro condizione sociale, lui docente universitario, lei organizzatrice del volontariato in un centro sanitario, non è stato senza problemi. Grant è stato una specie di Don Giovanni, vivendo parecchie relazioni extraconiugali, sempre non coinvolgenti, che ha cercato di tenere nascoste alla moglie, forse, all’apparenza, riuscendovi. Grant sente che Fiona ha vissuto la vita con maggiore equilibrio e linearità restando, comunque per lui, oltre la superficie facilmente decifrabile, un nocciolo misterioso ancora da esplorare.
La perdita della memoria che colpisce Fiona cambia le loro esistenze, le ridisegna non solo da un punto di vista pratico. Fiona decide di farsi ricoverare in un centro per malati di Alzheimer e per Grant finiscono le passeggiate, le lunghe sciate insieme in mezzo alla neve, le loro conversazioni serali e la quotidiana vicinanza fisica che mai gli era venuta a mancare in tutti gli anni di vita in comune. Quando, dopo il mese di separazione imposto dalla direzione, si reca a trovare la moglie, è un’altra Fiona quella che lo accoglie, dimentica del lungo rapporto che li lega, presa da interesse per un altro ospite. Quanto è dovuto alla perdita di memoria e quanto a una voluta finzione per favorire la loro separazione?
A questo punto Grant non solo deve accettare una diversa prospettiva nella loro relazione ma anche il profilarsi di altre combinazioni affettive.
Il film è interpretato da una splendida Julie Christie, vincitrice di un Golden Globe e candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista, che dà alla figura di Fiona non solo la sua eterea bellezza, più volte ricordata in una serie di flashback, ma anche una certa vaghezza, una particolare leggerezza, un’acuta intelligenza e soprattuttto un senso di riservatezza invalicabile.
(Silvana Ferrari)