Associazione Lucrezia Marinelli
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LONTANO DA LEI   Away from her

di Sarah Polley

 


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Recenzione di ZINA BORGINI

Questo film è tratto da una bellissimo racconto: The bear came over the mountain/ L'orso attraversò la montagna  raccolto nel libro NEMICO, AMICO, AMANTE... della canadese Alice Munro.
Il titolo di questo racconto è tratto da una canzone popolare canadese che dice: “L'orso attraversò la montagna/ per vedere cosa poteva vedere/ l'altro lato della montagna/ era quello che poteva vedere”.
Si potrebbe dire che l'orso, oltre il limite, si aspetta di vedere qualcosa di straordinaraio, in realtà quello che vede è molto ordinario ossia l'altro lato della montagna.
Anche  Fiona, la  protagonista del racconto e quindi del film,  oltrepassa un limite, quello della sua mente che ormai è proiettata  verso la pazzia.
Dall'ordinario della sua vita quotidiana fatta di abitudini consolidate,  per scelta, decide di passare allo straordinario mondo di un ricovero per malati di Alzaheimer, ma anche lei, come l'orso, incontrerà solo una nuova vita ordinaria.
Sara Polley, anche lei canadese, nota per le sue eccellenti interpretazioni come attrice  ma esordiente con questo film come regista, ha saputo mettere in scena la peculiarità della scrittura di Alice Munro: cruda e spietata ma che sa raccontare i sentimenti in modo eccellente.                         
C’è Fiona, una donna anziana e splendida, seducente nella sua austerità e fuggevolezza, un enigma di sguardi e sorrisi che si accorge di non ricordare più  le piccole cose di tutti i giorni: dove riporre una padella o cosa mettere nei cassetti della cucina;  c’è suo marito Grant, un professore universitario, ancora piacente, una volta attorniato da sguardi di giovani studentesse, ora devoto e pacato; c'è la loro storia fatta di tanti gesti quotidiani e molti ricordi.  E, tra loro, un libro: Lettere dall’Islanda di Wystan Hugh Auden.
Col trascorrere del tempo diventa necessario per Fiona il  ricovero in un Centro per Malati di Alzheimer, Grant non è daccordo ma cede alle insistenze della moglie che invece lo desidera.
E' possibile dimenticarsi di chi si ama? E' questa la domanda più profonda a cui la regista sembra  voglia dare una risposta, mostrandoci la protagnista che, dopo il ricovero, si dimentica totalmente del marito e si affeziona in modo maniacale ad un degente in carrozzella.
Un film che accarezza il lato più doloroso dei sentimenti,  la morte o il tradimento, entrambi aspetti fisiologici della natura umana, ma  anche la totale dimenticanza, pur non voluta, della persona più amata.
C’è un non detto che serpeggia lungo i tratti di questa storia d’amore, il cui veleno, forse, viene neutralizzato dall'oblio e Sarah Polley sa bene che questa è la specialità dei racconti della Munro: non raccontare mai una storia  scontata o  banale.