Associazione Lucrezia Marinelli
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La grande nebbia

Regia di Dorothy Arzner

 

 

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Bigamia! Parola oggi ritornata in uso per il confronto che abbiamo spesso con persone islamiche. Ma nel mio ricordo, nella mia giovinezza, era collegata a un film che veniva regolarmente trasmesso alla Televisione. “Il molto onorevole Mr.Pennypacker”. Il signore del film (impersonato da un non giovanissimo Clifton Webb, ora quasi sconosciuto) avendo affari ai due lati degli Stati Uniti, si era creato due famiglie, incrementando la popolazione di ben 17 figli. Un qualunque motivo fa scoprire a tutti la sua doppia vita. Con una arringa finale l’ineffabile patriarca riesce non solo a contenere lo scandalo ma ad ottenere l’adesione partecipata di tutti, quasi quasi compresa la mia, allora! Il film è del 1958.
Ben altra densità il film della Ida Lupino: anche qui il protagonista è un uono d’affari: vende surgelati tra San Francisco e Los Angeles, e, complice i continui viaggi e la solitudine, si innamora di un’altra donna, trovandosi coinvolto in un rapporto bigamo.
Il film è stato trasmesso forse una volta o due alla Televisione, il messaggio non è di allegra commedia, ma pone il reato come tale, senza via di scampo. L’occhio della regista però è discreto, guarda una situazione di sentimenti, di sofferenza con grande compremsione.
Quello che sembra premere è soprattutto porre la grande questione presente proprio negli anni postbellici in una America in ripresa: la inconciliabilità tra realizzazione sociale e vita familiare. Tema questo trattato spesso dalla Ida Lupino, che proprio per poter realizzare film da lei “sentiti”, lasciò un sicuro lavoro agli Studios di Hollywood per crearsi una sua propria Casa di produzione indipendente.
Iniziò così nei primi anni’50 a realizzare film con soggetti controversi e difficile: lo stupro, la violenza, le ragazze madri, la bigamia. Veri e propri film di denuncia. A basso costo e di sicura presa sul pubblico. E sempre con sguardo partecipato sui problemi dei suoi protagonisti .
Come in questo “The bigamist” dove lei stessa è presente come attrice impersonando una delle due mogli del nostro bigamo. L’altra e una bravissima Joan Fontain ormai in piena ascesa professionale. Il protagonista è un attore conosciuto (Edmond O’Brian) che riesce a mantenere toni pacati e profondi nel descrivere l’umano bisogno di amore. E’un film ricco di spunti e sfacettature su una America a noi oggi ormai sconosciuta.
(Laura Modini)