Con il Club di Jane Austen, Robin Swicord è
allesordio nella regia dopo essere stata la sceneggiatrice di
numerosi film tratti da romanzi quali Piccole donne, Memorie di una
Geisha, La famiglia Perez, Matilde e Il giardino delle magie; anche
di questo film, tratto dallomonimo romanzo di Karen Joy Fowler,
best-seller di qualche anno fa, ne è la sceneggiatrice.
Sei persone cinque donne e un uomo si riuniscono mensilmente
per discutere ogni volta di un romanzo di Jane Austen: sei personaggi,
sei libri e un arco temporale di sei mesi, questa in sintesi la trama.
Lidea è di Bernadette, del gruppo la donna più anziana
e più esperta delle cose della vita, per aiutare Jocelyn che
sta vivendo un particolare momento di solitudine, perché Jane
Austen è lantidoto perfetto alla vita, dice.
Ma ben presto il gruppo sarà di sostegno a Prudie scontenta del
proprio matrimonio e segnata da un complicato rapporto con la madre;
a Sylvia, lasciata dal marito in preda alle inquietudini della mezza
età, dopo un matrimonio durato più di ventanni; ad Allegra,
figlia di Sylvia, una giovane donna lesbica perennemente e impulsivamente
innamorata e frequentemente delusa dalle sue partner.
Via via che il film prende forma vediamo che le storie dei personaggi
si intrecciano alle trame dei romanzi che stanno leggendo e commentando,
delineando un legame che, superati i vincoli temporali e spaziali -
dal periodo della reggenza, linizio Ottocento di Jane Austen con
i suoi villaggi e le piccole cittadine inglesi, alla Sacramento supertecnologica
dei giorni nostri -, ci mostra che i sentimenti lì narrati sono
presenti nelle vite delle persone di oggi come una grande costante dellesistenza
umana. Amore, in tutte le sue sfumature, amicizia, fedeltà e
tradimento, solitudine, rimpianto e nostalgia governano le vite ai giorni
nostri come allora e i personaggi di Jane Austen hanno le caratteristiche
delluniversalità e delleternità.
Quindi insieme alle storie di Jocelyn, Sylvia, Allegra, Prudie, Bernadette
e Grigg, unico uomo entrato inizialmente per corteggiare Jocelyn e per
curiosità, scorrono le trame dei romanzi, come una sottotraccia,
in sovrapposizione alle vite reali, per sostenere, fare da specchio,
far riflettere sulle proprie vicende personali.
I personaggi del film trovano nei personaggi dei romanzi caratteri comuni
in cui identificarsi e viceversa i personaggi dei romanzi si attagliano
in un insolito incastro a quelli del film.
Così Sylvia con il suo attaccamento alla famiglia, il forte senso
di responsabilità, la sua generosità e onestà non
può che essere Fanny Price di Mansfield Park. Allegra, spericolata,
impulsiva e appassionata è Marianne di Ragione e Sentimento.
Prudie, con il suo dolore per il disattento affetto materno, rappresenta
tutte le figlie trascurate dalle madri inette di cui Jane Austen, nei
suoi romanzi, non ha mostrato molta considerazione, e il suo tentativo
di dare una seconda occasione al proprio matrimonio ne fa Anne Elliot
di Persuasione. Bernadette con la sua ragionevolezza e comprensione
è Mrs Gardiner di Orgoglio e Pregiudizio. Jocelyn, con il suo
desiderio di far accoppiare lamica Sylvia con Grigg motivo
per cui il giovane è stato invitato a far parte del Club -, la
sua sbandierata indipendenza e quel suo senso di superiorità
per il proprio stato di single è senzaltro Emma.
I personaggi maschili sono irrilevanti tranne Grigg che, inizialmente
appare quello che non è,- come molti degli uomini della Austen
-, debole e inconsistente; ma accetta di leggere Jane Austen, che non
conosceva, e di entrare in tal modo nel suo universo di sentimenti:
un corso di formazione accelerato che lo rende in grado di capire meglio
il mondo femminile, di mettersi in relazione con esso, di esserne accettato
e di confrontare la sua differenza maschile.
Il film rientra nel genere commedia con tutte le virtù e i difetti
della commedia americana; è girato con capacità e i dialoghi
sono ben gestiti; è gradevole nellimpianto e le scene,
grazie alleffervescenza di certe discussioni, hanno un buon ritmo.
(Silvana Ferrari)