|
|
R
e
c
e
n
s
i
o
n
i |
Zana Briski, è nata a Londra nel
1966, da madre irachena e padre inglese. Dopo la Laurea in Teologia a
Cambridge segue dei master in fotografia a New York e inizia a fotografare
gli animali come dice lei in maniera molto personale non come nei
documentari sulla savana. Quella maniera personale è lempatia
con il soggetto fotografato che la porta a rapporti ravvicinati rifiutando
sempre lavori su commissione, perché dice ti danno una settimana
per fare un lavoro quando io ho bisogno di cinque mesi solo per capire
la realtà che voglio raccontare.
In India va per la prima volta nel 1995 per fotografare le donne dellaltro
mondo, vi ritorna nel 1998 e questa volta, sente come una chiamata
e si ferma. Cerca con ostinata pazienza una stanza nel quartiere a luci
rosse, impenetrabile ai turisti, e qui vi rimane più di due anni.
Racconta: Ho avuto molte difficoltà e solo dopo molto tempo
le donne hanno accettato che vivessi con loro: Lì i bambini erano
una presenza costante, entusiasta, curiosa. Anche lì le bambine
e i bambini litigavano, strillavano, piangevano, ridevano e giocavano.
Lentusiasmo dei bambini è stato linizio e la forza
di tutto il progetto che Zana Briski ha pensato e realizzato: primo utilizzare
le foto fatte dalle bambine e dai bambini per una Mostra Fotografica,
successivamente la realizzazione di un documentario, questo, che col titolo
Born into Brothels ha vinto lOscar nel 2004 come migliore
documentario.
Nelle prime scene del documentario una bambina con voce sommessa ma solenne
afferma: Continuo a chiedermi se potessi andare da unaltra
parte e se potessi avere unistruzione, cosa potrei diventare.
E Zana Briskie con grande passione si offre per rispondere a questa richiesta,
per tutti e otto i suoi piccoli allievi. Spende otto anni della sua vita
per dare realtà a questo sogno, rispettandone il desiderio di ciascuno
e delle loro famiglie senza prevaricazione su cosa è bene o meglio.
Il mondo fotografato con occhio ingenuo dalle piccole fotografe e dai
piccoli fotografi è spaventoso, ma è lunico che conoscono.
E in esso ritagliano i loro piccoli attimi di fantasia, gioco, sogno e
speranza di vivere meglio.
Il documentario è quindi un racconto in divenire di otto storie
diverse con esiti altrettanto diversi, ma è anche lidea di
un progetto che può essere usato in altre situazioni geografiche
e sociali con la creazione di una organizzazione chiamata Kids-with-camera.
La regista, infaticabile, ha portato le foto realizzate dai piccoli allievi
in tutta America e il documentario girando per gli Stati Uniti ha raccolto
ben 27 premi. E con essi il denaro per aiutare la realizzazione dei sogni
di istruzione e di un futuro diverso di questi ma anche di molti altri
piccoli nuovi fotografi in erba meno fortunati.
Zana Briski segue sempre da vicino la vita dei suoi piccoli protetti indiani,
e come lei stessa racconta dopo quattro anni sono tornata ad essere
fotografa. Ora faccio ritratti di insetti, in particolare delle mantidi
religiose. A lato sto iniziando un nuovo documentario sul commercio illegale
di animali selvatici. (L.M.) |